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Lifestyle 2 min di lettura30 set

Il malore a Cuba svela il tumore: la diagnosi di Di Battista

L’ex deputato ha raccontato l’emergenza, l’intervento sull’isola e il ricovero in Italia, chiarendo anche quali terapie sta seguendo.

Un viaggio a Cuba per realizzare alcuni servizi si è trasformato per Alessandro Di Battista in un’emergenza sanitaria. Dopo un malore improvviso, l’ex deputato del Movimento 5 Stelle ha scoperto di avere un tumore al cervello ed è stato sottoposto alle prime cure sull’isola, prima di rientrare in Italia e proseguire il percorso medico al Policlinico Gemelli.


La diagnosi dopo l’emergenza

Ospite di diMartedì, Di Battista ha spiegato che il malore era legato a un edema cerebrale provocato dalla presenza della massa. «Mi sono sentito male in virtù di un edema cerebrale dovuto alla presenza di un tumore che mi è stato riscontrato a Cuba», ha raccontato durante l’intervista.

I medici cubani, secondo la sua ricostruzione, sono intervenuti rapidamente: hanno contenuto l’edema, avviato le terapie e rimosso quasi completamente il tumore. Tornato in Italia, Di Battista è stato ricoverato al Policlinico Gemelli, dal quale è stato dimesso il 18 settembre. Le cure, tuttavia, non si sono concluse e stanno proseguendo.

La definizione di “tumore al cervello” comprende patologie oncologiche differenti. Tra queste c’è il glioblastoma, che secondo i dati citati nel testo colpisce circa 1.500 persone ogni anno e rappresenta il 45% delle nuove diagnosi, ma non è stato detto che sia questa la forma riscontrata a Di Battista. La malattia interessa soprattutto uomini tra i 50 e i 65 anni, anche se sono presenti varianti a esordio più precoce, con un’età media vicina ai 39 anni. Gli studi distinguono inoltre due principali gruppi in base alla presenza o all’assenza di una mutazione del gene IDH, cioè l’isocitrato deidrogenasi.


Edema cerebrale e sintomi possibili

L’edema nasce dall’accumulo di liquidi nel tessuto cerebrale. La crescita del tumore può favorire la formazione di nuovi vasi sanguigni, strutture fragili dalle quali alcuni componenti del sangue possono fuoriuscire, aumentando la pressione e provocando disturbi.

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Tra i segnali possibili figurano cefalea intensa, capogiri, nausea, vomito e sonnolenza. La comparsa di questi sintomi può spingere a rivolgersi a un medico e portare agli esami necessari per individuare l’origine del problema, come avvenuto nel caso raccontato dall’ex parlamentare.


Dalle medicine all’intervento

Per contenere il gonfiore, il trattamento iniziale può prevedere farmaci cortisonici. In un secondo momento, quando le condizioni lo consentono, si valuta la rimozione chirurgica della massa.

Le indicazioni dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica prevedono generalmente, dopo l’operazione, la radioterapia e in alcuni casi anche la chemioterapia. Di Battista ha detto di essere ancora impegnato nel percorso terapeutico e ha descritto con parole dirette l’impatto della diagnosi: «Faccio parte del club numeroso di quelli che dicono: perché proprio a me?»

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