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Lifestyle 2 min di lettura33 min fa

Neve in Italia, la montagna fa sul serio: pianure ancora in attesa

La stagione fredda potrebbe regalare nevicate soprattutto alle quote elevate, mentre città e vallate resteranno più spesso sotto l’effetto della pioggia

Per chi aspetta il ritorno dei paesaggi imbiancati, l’inverno italiano potrebbe presentarsi in modo molto diverso a seconda dell’altitudine. Le prime indicazioni descrivono una stagione inizialmente in graduale raffreddamento, ma il passaggio a nevicate estese non sarebbe immediato.

Le montagne più alte potrebbero ricevere i primi accumuli consistenti tra la fine dell’anno e l’inizio del successivo. A quote inferiori, invece, la neve resterà più difficile da vedere e potrebbe comparire soltanto durante brevi incursioni di aria gelida.

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El Niño complica le previsioni

A rendere più prudente ogni previsione è il comportamento di El Niño, legato all’anomalo aumento delle temperature delle acque dell’Oceano Pacifico equatoriale. Questo fenomeno modifica la circolazione delle masse d’aria e la distribuzione delle precipitazioni su vaste aree del pianeta.

Gli effetti più evidenti interessano soprattutto le Americhe e l’Asia, ma le ripercussioni possono raggiungere anche l’Europa e il Mediterraneo. Per questo motivo, l’andamento della stagione resta difficile da definire con largo anticipo: il quadro generale potrebbe essere mite, senza però escludere fasi fredde improvvise.


Vette imbiancate, pianure in dubbio

La differenza principale si vedrà tra i rilievi più elevati e le zone a bassa quota. Dove il termometro riuscirà a rimanere sotto lo zero, le precipitazioni potranno trasformarsi più facilmente in neve; nelle pianure e nelle vallate, invece, temperature mediamente più alte favoriranno la pioggia.

Le prime nevicate naturali davvero affidabili riguarderanno quindi soprattutto località poste molto in alto, come Cervinia. Anche per gli appassionati di sci, le prospettive migliori arrivano dagli impianti oltre i duemila metri, tra cui quelli di Cervinia, Livigno, delle aree più elevate di Sestrière e del comprensorio delle Dolomiti.

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Freddo improvviso dopo fasi miti

Un inverno complessivamente meno rigido non esclude episodi di gelo. La stagione potrebbe alternare intervalli lunghi caratterizzati da clima umido e relativamente mite a parentesi brevi ma intense, con masse d’aria di origine polare.

Proprio durante queste incursioni la neve potrebbe spingersi verso le colline e, in qualche occasione, anche a livelli più bassi. Si tratterebbe però di fenomeni circoscritti e temporanei, seguiti da un rapido rialzo delle temperature.


Sci, serve scegliere il momento

Per le località situate più in basso, la copertura nevosa potrebbe diventare sempre meno continua e dipendere da singoli episodi eccezionali. Preparare la stagione richiederà dunque attenzione all’evoluzione delle previsioni, senza dare per scontata la presenza della neve.

Il quadro atteso non consente di indicare una sola data valida per tutta l’Italia. Le condizioni cambieranno rapidamente da una settimana all’altra e la montagna, soprattutto alle quote inferiori, dovrà fare i conti con un inverno da valutare giorno per giorno.

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