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Lifestyle 3 min di lettura1 ora fa

Harry e Meghan sfidano Carlo: la corte parallela che il re non può fermare

I Sussex tornano a mostrarsi in pubblico come membri della famiglia reale, ma il sovrano non ha strumenti per impedire le loro iniziative private.

La distanza tra Harry e Meghan e il resto della famiglia reale appare ormai quasi insuperabile. Anche se i Sussex vivono vicino a Highgrove, la residenza di campagna di re Carlo, il sovrano non intende incontrarli: nemmeno il desiderio di rivedere i nipoti Archie e Lilibet sembra sufficiente a fargli cambiare posizione. Senza il sostegno del re e di William, la loro presenza pubblica nel Regno Unito rischia di restare priva di una base stabile.

Il problema, però, è che Carlo non dispone di un vero strumento per impedirne le apparizioni. Se Harry e Meghan continueranno a presentarsi come reali durante eventi molto visibili, anche creando tensioni con l’assetto istituzionale della monarchia, nessuno potrà formalmente fermarli. Gli esperti britannici ritengono che la coppia sia sempre più isolata, ma ancora libera di costruire una propria immagine.

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Carlo prova a fissare i confini

Il sovrano ha cercato di distinguere con chiarezza le attività dei Sussex dagli impegni ufficiali della Corona. Harry e Meghan, in quanto cittadini privati, non parlano a nome di Carlo e non possono utilizzare i titoli di Sua Altezza Reale per iniziative pubbliche o commerciali.

La posizione del palazzo esclude anche una soluzione intermedia: secondo l’impostazione voluta a suo tempo dalla regina Elisabetta, non è possibile essere contemporaneamente fuori e dentro la famiglia reale. Il ritorno a corte, dunque, non sarebbe previsto nemmeno con un impegno limitato. I due non dispongono inoltre della protezione della polizia britannica pagata dai contribuenti.


Una presenza pubblica difficile da controllare

Da quando hanno lasciato Londra per trasferirsi in California, sei anni fa, Harry e Meghan non informano la corte sulle iniziative che intendono organizzare. Le loro attività, secondo gli ambienti vicini alla monarchia, possono così sovrapporsi agli impegni dei reali ufficiali e ridurne l’impatto presso l’opinione pubblica.

La recente visita a diverse organizzazioni benefiche di Nottingham ha offerto un esempio concreto di questa strategia. La coppia ha incontrato il pubblico, ricevuto fiori, stretto mani e posato per numerosi selfie, replicando alcuni gesti tradizionalmente associati alle uscite dei membri della famiglia reale.

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Il dubbio sull’accoglienza di Nottingham

L’entusiasmo mostrato dalla folla non è apparso a tutti spontaneo. Alcuni osservatori britannici sospettano che l’accoglienza sia stata preparata in anticipo e che un gruppo di sostenitori abbia contribuito a creare un’atmosfera favorevole, riducendo l’eventuale effetto di contestazioni o fischi.

Questa ricostruzione, se confermata, avrebbe consentito ai Sussex di riprodurre il clima delle visite ufficiali e di ottenere immagini particolarmente favorevoli. Il loro gruppo di lavoro, trasferito nella villa presa in affitto nei Cotswolds, starebbe preparando altre iniziative filantropiche per i mesi successivi, mentre Harry e Meghan puntano a rafforzare la propria presenza nel Paese.


La rivalità con la monarchia ufficiale

La comparsa dei Sussex a Nottingham ha finito per attirare l’attenzione nello stesso momento in cui Carlo e Camilla si trovavano in Galles per l’inaugurazione del parlamento locale. Pur non avendo più il compito di rappresentare il sovrano, Harry e Meghan hanno quindi conquistato una notevole visibilità con un evento organizzato al di fuori del calendario reale.

A Buckingham Palace la situazione viene considerata particolarmente delicata perché non esiste un precedente paragonabile: i Windsor devono confrontarsi con una seconda immagine pubblica della monarchia, priva di responsabilità costituzionali e non vincolata ai protocolli ufficiali. Il re può ribadire la distanza istituzionale, ma non controllare ogni iniziativa dei suoi familiari.

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