Negli Usa, l’app che diagnostica la pelle e prescrive
Nello Utah la sperimentazione punta a ridurre i 61 giorni medi necessari per una visita dermatologica
Negli Stati Uniti è stata lanciata un’applicazione capace di analizzare alcuni disturbi cutanei e proporre ricette mediche generate dall’intelligenza artificiale.
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L’ipotesi per l’Italia
Anche in Italia esistono le competenze necessarie per realizzare strumenti analoghi. Lo spiega il dermatologo Edoardo De Simoni, membro della Società Italiana Intelligenza Artificiale in Medicina: «Abbiamo tutte le competenze mediche e tecnologiche per sviluppare strumenti di questo tipo».
Prima di un eventuale utilizzo, però, sarebbero necessari studi scientifici in grado di verificarne l’affidabilità. Il dispositivo dovrebbe inoltre rispettare le norme europee sulla sicurezza dei dispositivi medici, sull’intelligenza artificiale e sulla tutela dei dati personali.
In Italia, secondo De Simoni, la prescrizione dovrebbe comunque restare legata alla valutazione di un dermatologo, che manterrebbe il ruolo di medico responsabile della ricetta.
Accuratezza e limiti del sistema
Le applicazioni dermatologiche possono esaminare fotografie, individuare diverse forme di acne, stimare la gravità delle lesioni e seguire l’evoluzione dopo l’inizio di una cura. Alcune ricerche, osserva De Simoni, hanno rilevato un livello di precisione diagnostica fino al 90 per cento.
La tecnologia viene ancora considerata sperimentale. «L’intelligenza artificiale resta uno strumento di supporto al dermatologo, non può sostituirlo al 100 per cento», chiarisce l’esperto. Sono in corso anche studi per prevedere la risposta alle diverse terapie e orientare trattamenti più personalizzati.
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L’affidabilità dipende dall’addestramento dell’algoritmo e dalla varietà dei pazienti utilizzati per verificarlo. Un sistema sviluppato soprattutto su immagini di pelli molto chiare potrebbe riconoscere con maggiore difficoltà le lesioni sui fototipi più scuri; anche qualità delle fotografie e condizioni di luce possono modificare l’esito dell’analisi.
Il progetto avviato nello Utah
A sviluppare il servizio è Nolla Health, società che ha avviato nello Utah una sperimentazione autorizzata dalle autorità locali. Nello Stato il tempo medio per ottenere una visita dermatologica è di 61 giorni, quasi il doppio rispetto alla media nazionale degli Stati Uniti.
Il programma utilizza una scansione della pelle istruita su un vasto archivio di immagini cliniche. L’algoritmo cerca segni associabili ai disturbi più comuni, tra cui acne, arrossamenti e macchie scure, e aggiorna ogni mese la composizione del trattamento in base ai cambiamenti osservati.
Ogni passaggio del progetto pilota viene seguito da medici in carne e ossa. Sono loro a supervisionare le valutazioni prodotte dal sistema e le indicazioni terapeutiche, mantenendo il controllo clinico sull’intero percorso.
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