Monster 5, il nome più sorprendente è già sul tavolo
La nuova stagione non è ancora stata confermata, ma Ryan Murphy e Ian Brennan stanno valutando diversi protagonisti per il prossimo capitolo.
Luigi Mangione è uno dei nomi che Ryan Murphy e Ian Brennan hanno preso in considerazione per un eventuale quinto capitolo di Monster. Il suo caso, segnato dall’omicidio di Brian Thompson e dalla trasformazione dell’accusato in una figura quasi popolare, presenta infatti uno degli elementi ricorrenti della serie: il modo in cui media e opinione pubblica modificano la percezione di un assassino.
Mangione e il potere dell’immaginario
Prima ancora che la sua identità fosse resa nota, l’autore dell’agguato contro l’amministratore delegato di UnitedHealthcare era diventato per una parte del pubblico una sorta di eroe senza nome. A favorire questa lettura era il bersaglio scelto: il settore delle assicurazioni sanitarie, molto contestato negli Stati Uniti.
La notorietà di Mangione non si è esaurita dopo l’arresto. Nell’agosto 2026 l’italoamericano si è dichiarato colpevole di due capi d’accusa di stalking con esito mortale, collegati all’uccisione di Thompson, avvenuta nel dicembre 2024. Proprio la distanza tra il fatto criminale e la sua rappresentazione collettiva potrebbe renderlo adatto alla narrazione di Monster.
Tanti nomi, una scelta difficile
In un’intervista a People, Ian Brennan ha spiegato che il gruppo di lavoro ha preso in esame diverse personalità della cronaca nera: Dennis Rader, conosciuto come BTK, Ted Bundy, Gary Ridgway e lo stesso Mangione. «Ce ne sono un milione. Abbiamo parlato di BTK (Dennis Rader). [Lui] è un personaggio affascinante… Ted Bundy, il Green River Killer… Abbiamo accennato a Luigi Mangione, altrettanto affascinante».
Il problema, secondo Brennan, non riguarda soltanto la disponibilità di casi violenti da raccontare. Per sostenere una stagione televisiva servirebbe un protagonista capace di mantenere l’attenzione per dieci ore, oltre a offrire a Murphy e Brennan una vicenda abbastanza complessa da giustificare il lavoro di scrittura e produzione. «La maggior parte degli assassini semplicemente non è così interessante. È raccapricciante e non viene voglia di guardarlo. La chiave è trovarne uno con cui gli spettatori abbiamo voglia di trascorre dieci ore del loro tempo».
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I precedenti già raccontati
I possibili candidati evocati da Brennan hanno storie molto diverse. Rader ha ammesso 10 omicidi nel 2005 e sta scontando più condanne all’ergastolo; Bundy è ritenuto responsabile di almeno 36 omicidi di giovani donne compiuti tra il 1974 e il 1978, prima dell’esecuzione nel 1989. Ridgway, il cosiddetto Green River Killer, è invece detenuto a vita per 49 uccisioni commesse tra gli anni ’80 e ’90.
Monster è arrivata su Netflix nel 2022 con il racconto dedicato a Jeffrey Dahmer. Le stagioni successive hanno affrontato il caso dei fratelli Menendez, la vicenda di Ed Gein e quella di Lizzie Borden, accusata alla fine dell’800 di avere ucciso il padre e la matrigna, ma poi assolta in tribunale.
Netflix non ha ancora deciso
La quarta stagione, Monster: La storia di Lizzie Borden, ha raggiunto il primo posto nelle classifiche Netflix di oltre 50 Paesi. Il risultato ha alimentato le ipotesi sul futuro della serie, anche se la piattaforma non ha ancora annunciato ufficialmente il rinnovo.
Tutti i capitoli già pubblicati sono disponibili su Netflix. Nel frattempo, i nomi citati da Brennan indicano soltanto una rosa di possibilità: non è stato comunicato quale caso, eventualmente, diventerà il centro della quinta stagione.
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