Miopia, l’allarme per i bambini: i segnali da cogliere subito
La vista da lontano peggiora sempre più presto: ecco quali abitudini incidono, come riconoscere i primi campanelli d’allarme e quali strumenti possono rallentare il disturbo.
Avvicinarsi troppo a libri e schermi, strizzare gli occhi davanti alla lavagna o lamentare mal di testa non sono comportamenti da trascurare. Nei bambini possono indicare l’arrivo della miopia, un difetto visivo sempre più frequente e capace di avere conseguenze rilevanti se compare molto presto.
I segnali che meritano attenzione
Un bambino che fatica a vedere da lontano può cercare spontaneamente di ridurre la distanza dagli oggetti: si china sul quaderno, porta il viso vicino al dispositivo o domanda di sedersi nelle prime file. Anche il mancato riconoscimento delle persone a distanza, insieme a stanchezza visiva e difficoltà di concentrazione, può essere un campanello d’allarme.
Paolo Nucci, professore ordinario di Oculistica dell’Università degli Studi di Milano, raccomanda di rivolgersi rapidamente a uno specialista in presenza di questi segnali. Al di là dei sintomi, tutti i bambini dovrebbero sottoporsi a una prima visita oculistica entro i 3 anni e mezzo, così da individuare tempestivamente eventuali problemi.
Schermi e vita all’aperto
Secondo Nucci, l’aumento della miopia non dipende soltanto dalla predisposizione familiare. Le nuove abitudini hanno portato i più piccoli a trascorrere più tempo impegnati in attività ravvicinate, tra dispositivi elettronici e libri, riducendo invece le ore trascorse all’esterno.
«I bambini non dovrebbero utilizzare smartphone e tablet prima dei 6 anni», ha spiegato l’esperto parlando di prevenzione. Tra i 6 e i 12 anni l’impiego dovrebbe comunque essere contenuto, mentre il tempo all’aria aperta dovrebbe diventare una parte stabile della giornata. Pur proteggendo gli occhi dall’esposizione solare eccessiva, la luce naturale contribuisce infatti alla crescita e al benessere dell’apparato visivo.
Una miopia precoce può peggiorare
Oggi circa il 25% dei giovani adulti è miope. In Europa, nell’arco dell’ultimo secolo, la diffusione del disturbo è cresciuta in modo molto marcato; nello stesso periodo la forma elevata è triplicata. Un’analisi pubblicata nel 2025 su BMJ Public Health, condotta su oltre 18.000 persone, indica inoltre che entro il 2035 la miopia potrebbe diventare la principale causa di ipovisione irreversibile nel continente.
Il rischio non riguarda soltanto la necessità di portare gli occhiali. «Se un bambino comincia ad essere miope già all’età di 6/7 anni è probabile che da adulto sarà un ‘grande miope’», ha sottolineato Nucci. Nei casi più importanti aumentano le probabilità di distacco della retina e maculopatie; anche glaucoma e cataratta possono manifestarsi prima o avere un impatto più grave.
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Le opzioni per rallentarla
La comparsa della miopia non coincide necessariamente con un peggioramento inevitabile e senza strumenti di controllo. Oltre agli occhiali tradizionali, oggi gli oculisti possono valutare l’impiego di lenti a defocus, progettate per modificare il modo in cui la luce viene focalizzata e contribuire a contenere l’evoluzione del difetto.
Un’altra possibilità è rappresentata dall’atropina a dosaggio molto basso, già conosciuta e utilizzata da anni. «Abbiamo a disposizione delle lenti intelligenti, a defocus, che attraverso uno speciale meccanismo permettono di rallentare l’evoluzione del difetto visivo fino a percentuali molto alte», ha detto il professore, ricordando che la scelta del trattamento spetta allo specialista.
La prevenzione entra nelle scuole
Per aiutare bambini e famiglie a comprendere il funzionamento della vista è stato realizzato il filmato educativo “Viaggio nell’occhio. Dalla luce alla visione”. Il percorso segue il tragitto della luce dall’ambiente esterno all’occhio e poi al cervello, dove i segnali vengono elaborati fino a diventare le immagini che vediamo.
Al video si affianca un opuscolo con indicazioni sulle abitudini utili e sulle soluzioni disponibili per contrastare la progressione della miopia. Il progetto pilota prenderà il via a Milano il 5 ottobre, durante il Mese della vista, con una proiezione al Museo della Scienza e della Tecnologia per gli studenti delle scuole secondarie Orsoline di San Carlo e Canadian School of Milan.
L’iniziativa, organizzata da Fabiano Editore e promossa da SIOPS – Società Italiana di Oftalmologia Pediatrica e Strabismo con il sostegno di Hoya, punta a raggiungere gradualmente istituti scolastici, minori e famiglie in tutta Italia. Il progetto ha ricevuto il patrocinio di CDV – Comitato Difesa Vista e Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, con la partecipazione di SISO ETS – Società Italiana di Scienze Oftalmologiche.
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