Milano, l’allarme di Sala: «Una situazione mai vista in dieci anni»
Il sindaco condanna le violenze del 17 ottobre e chiede di comprendere meglio i gruppi coinvolti, mentre Piantedosi difende il dispositivo delle forze dell’ordine.
Le violenze esplose nel centro di Milano durante il corteo del 17 ottobre hanno acceso un confronto istituzionale sulla sicurezza. Il sindaco Beppe Sala ha descritto un fenomeno diverso dalle proteste radicali del passato e ha espresso preoccupazione per la presenza di gruppi molto giovani, difficili da inquadrare.
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Sala: «Gruppi difficili da decifrare»
Intervistato da Sky Tg24, il primo cittadino ha distinto le frange responsabili degli scontri dalla parte pacifica della manifestazione, alla quale avevano partecipato giovani mobilitati contro il caro vita e a sostegno dei diritti nella scuola. Secondo Sala, i protagonisti delle azioni violente non appartengono ai tradizionali ambienti anarchici e non possono essere ricondotti ai gruppi dei black block.
«Bisogna capire che cosa sta succedendo, perché non è una protesta violenta come quella a cui siamo stati abituati», ha affermato Sala. Il sindaco ha parlato di realtà che si organizzano autonomamente, guardano a ciò che accade oltre i confini italiani e rischiano di confondere, nell’opinione pubblica, le ragioni della protesta studentesca con gli episodi di illegalità.
Il nodo della sicurezza in piazza
Le immagini degli scontri, con tafferugli, danneggiamenti e momenti di guerriglia urbana tra piazza Duomo e le aree vicine, hanno spinto Sala a contestare l’adeguatezza delle forze schierate. A suo giudizio, in alcuni momenti si sono trovati di fronte centinaia di manifestanti violenti e un numero limitato di agenti.
Il sindaco ha chiesto anche un lavoro informativo più approfondito sui gruppi coinvolti e ha invitato a mettere da parte le polemiche politiche. «Sto vedendo una situazione che in dieci anni non avevo mai visto», ha dichiarato, sottolineando la necessità di una risposta condivisa.
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Piantedosi respinge le accuse
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha replicato alle osservazioni sul numero degli agenti impiegati. La valutazione sull’efficacia del dispositivo, ha spiegato, deve essere svolta anche dopo gli eventi, così da individuare eventuali correzioni utili davanti a fenomeni nuovi.
Piantedosi ha però separato il tema della prevenzione da quello delle responsabilità individuali. «Una cosa è valutare come prevenire meglio le violenze, un’altra è spostare l’attenzione da chi le commette», ha detto, respingendo l’idea che il dibattito sull’organizzazione della sicurezza possa oscurare l’azione dei responsabili.
L’età dei manifestanti violenti
Secondo quanto riferito da Sala, le persone coinvolte avrebbero un’età compresa tra i 14 e i 20 anni. Il sindaco ha collegato alcuni comportamenti a modelli osservati nelle proteste in Francia, Albania e Spagna, pur precisando che non sarebbe sufficiente descrivere il fenomeno soltanto attraverso l’etichetta delle “seconde generazioni”.
Proprio perché si tratta di interlocutori nuovi e non facilmente riconducibili a schemi già conosciuti, Sala ha invitato alla prudenza. A suo avviso, una diagnosi precisa richiede prima di tutto un’analisi più approfondita di questi ambienti.
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