Milano, il centro ferito e un nuovo allarme: «Ogni sabato»
Dopo gli scontri restano vetrine distrutte e negozi saccheggiati, mentre il Movimento 17 ottobre annuncia nuove presenze e il governo convoca un vertice sulla sicurezza.
Il centro di Milano prova a rimettersi in piedi dopo due pomeriggi di scontri, ma l’ipotesi di nuove manifestazioni ogni sabato mantiene alta la tensione. Le strade sono state ripulite e gli arredi urbani danneggiati sono stati sostituiti, mentre commercianti e forze dell’ordine fanno il bilancio di una giornata segnata da devastazioni, feriti e arresti.
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Il centro conta i danni
Tra piazza Duomo, via Torino, via Dante e corso Garibaldi restano i segni delle incursioni. Le vetrine infrante sono state coperte con assi di legno e nei negozi si valutano perdite che arrivano a migliaia di euro; a essere colpiti soprattutto sono stati esercizi di articoli sportivi, calzature e telefonia.
Gli interventi hanno riguardato anche il suolo della piazza. Una parte delle lastre del sagrato, divelte per lanciare pietre contro gli agenti, è stata rimessa a posto, mentre cestini e transenne utilizzati per creare barricate sono tornati al loro posto. Pochi esercenti accettano di parlare apertamente: chi lo fa senza essere registrato descrive paura, aggressioni improvvise e la sensazione di non poter difendere la propria attività.
Scontri, fermi e accuse politiche
Secondo il bilancio degli interventi, circa 2.000 giovani e giovanissimi si sarebbero concentrati nel cuore della città, molti vestiti di nero e alcuni con il volto coperto. Le forze dell’ordine hanno impiegato reparti antisommossa, mezzi blindati e idranti, mentre i gruppi si muovevano rapidamente con attacchi circoscritti e successive fughe, invece di affrontare gli agenti in un’unica massa.
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Almeno 14 poliziotti sono rimasti feriti, soprattutto a causa delle sassate. Gli episodi si sono verificati durante la manifestazione più ampia contro il caro-vita e il governo; per i saccheggi sono stati effettuati oltre 200 fermi e circa 160 persone sono state portate in questura. Gli arresti per gli scontri sono stati 32, con 13 stranieri e 23 minorenni indicati nel bilancio, mentre la Procura di Milano ha avanzato 11 richieste di custodia cautelare in carcere.
L’annuncio che riaccende l’allerta
A preoccupare ora è soprattutto il rischio di nuove scene di devastazione. Nelle reti sociali e nelle conversazioni del Movimento 17 ottobre è comparso il messaggio: «Ci saremo ogni sabato». L’annuncio alimenta il timore che gli episodi possano ripetersi anche nelle prossime settimane.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato una riunione dedicata all’ordine pubblico. La condanna delle violenze è condivisa, ma sul modo in cui è stata gestita la situazione è già iniziato uno scambio di accuse tra il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
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