Milano, la protesta degenera: 60 fermi e piazza Duomo devastata
La mobilitazione contro inflazione, benzina e servizi insufficienti è sfociata in scontri con la polizia: una ventina i feriti, più gravi gli agenti.
Il bilancio della giornata milanese è pesante: circa 60 persone sono state fermate, una ventina sono rimaste ferite e gli agenti hanno riportato le conseguenze più serie. Quella nata come una protesta contro il carovita e le difficoltà economiche si è trasformata in una guerriglia nel cuore della città.
A dominare la scena sono state le immagini di Piazza Duomo danneggiata, dei turisti costretti ad allontanarsi e delle forze dell’ordine impegnate a contenere gruppi di giovani, molti dei quali incappucciati. Anche Torino e Bologna hanno registrato momenti di tensione, in un quadro che ha richiamato le violenze avvenute in diverse città francesi.
GioiaPura
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La protesta cambia volto in piazza
Nel capoluogo lombardo si erano radunate diverse centinaia di persone, in larga parte giovani e in numerosi casi minorenni. La mobilitazione contestava l’aumento dei prezzi, la perdita di potere d’acquisto degli stipendi, il costo dei carburanti e il peggioramento dei servizi.
La situazione è precipitata quando una parte dei presenti si è separata dal corteo. Sono stati lanciati fumogeni e bombe carta, mentre tavoli, sedie e cestini venivano rovesciati; dalla pavimentazione sono stati divelti anche alcuni sampietrini. Un cantiere situato alle spalle del Duomo è stato incendiato e si sono verificati attacchi contro le vetrine.
I rappresentanti dei collettivi scolastici, secondo quanto ricostruito, si sarebbero allontanati prima della fase più violenta. Le prime azioni sarebbero state compiute da giovani non collegati ai gruppi politici organizzati, descritti come animati da forte rabbia e pronti allo scontro con la polizia.
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Sala e Meloni condannano gli scontri
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha separato le motivazioni iniziali della protesta dalle devastazioni successive. «Le ragioni della protesta erano comprensibili. Le violenze contro le forze dell'ordine e i gravi danni alla città sono ingiustificabili», ha affermato, chiedendo alla politica di affrontare la fase di difficoltà senza trasformarla in uno strumento di consenso.
Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito che manifestare è un diritto, ma ha definito inaccettabile trasformare le città in luoghi di scontro. Nel suo intervento ha invitato le opposizioni a condannare con chiarezza le violenze e ha accusato i responsabili di approfittare delle mobilitazioni per aggredire chi garantisce la sicurezza e bloccare intere comunità.
La protesta milanese si inserisce in una giornata di disordini più ampia. Episodi analoghi sono stati segnalati a Torino e Bologna, mentre in Francia le tensioni hanno coinvolto numerosi centri, fino a Limoges, dove è crollata la torre del municipio.
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