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Lifestyle 4 min di lettura4 giorni fa

Milano Fashion Week, il lusso si reinventa tra caos e memoria

Il quinto giorno di Milano Fashion Week PE27 alterna rock, sartoria, ricordi domestici e materiali lasciati volutamente allo stato grezzo

Il finale di giornata cambia registro con Philipp Plein, che all’Ippodromo riporta in passerella l’attitudine rock tipica del brand. Poco prima, Laura Biagiotti aveva scelto una direzione opposta, affidando la collezione a volumi fluidi, verde salvia e abiti chiari attraversati da balze leggere.


La leggerezza convive con la memoria

La danza d’apertura dello show di Laura Biagiotti anticipa il movimento degli abiti, costruiti attraverso drappeggi e sovrapposizioni delicate. In questo percorso, la morbidezza diventa il filo conduttore di una proposta lontana dagli eccessi del finale firmato Philipp Plein.

Un tono più intimo emerge invece da Neithan Herbert, al debutto, che dedica il lavoro al ricordo della madre. Pieghe realizzate a mano, schiene lasciate scoperte e forme capaci di avvolgere il corpo trasformano il vestito in una sorta di protezione.


La sartoria perde la simmetria

ACT N°1 e VICTOR-HART concentrano l’attenzione sulla struttura dei capi. Luca Lin altera i codici della giacca con revers spostati, chiusure irregolari e aperture inattese; Denim Diplomacy prende il denim, lo separa nei suoi elementi e lo ricompone in proporzioni workwear, mantenendo in vista le cuciture.

Anche Marco Rambaldi lavora sul rapporto tra abito e ricordo, ma lo fa portando l’interno della casa nel guardaroba. Il crochet compare tra le lacerazioni del denim, mentre motivi ispirati alle carte da parati diventano decorazioni da indossare.


Tra colore, famiglia e trasgressione

Massimo Giorgetti sceglie Mario Schifano come punto di riferimento per MSGM e costruisce un guardaroba acceso, grafico, privo di rigidezze. Il nuovo logo più essenziale accompagna righe, immagini dell’artista e combinazioni cromatiche che spaziano dal giallo limone al fucsia, fino al blu elettrico.

Popeline, jersey, organza e crochet ospitano righe e stampe; nylon trasparente, mussola e chiffon vengono sovrapposti con tasche militari e cuciture a contrasto. Polo, maglie tie-dye e broccati floreali lucidi convivono con le opere di Schifano, riprodotte su T-shirt, gonne e canotte.

Dolce&Gabbana guarda invece a un guardaroba familiare e stratificato, riassunto nell’espressione Stravaganza Siciliana. Broccati, pizzi pastello, tessuti decorativi e stampe leopardate si incontrano senza gerarchie, mentre la lingerie affiora sotto completi più formali.

Tra gli abbinamenti compaiono una gonna bianca lavorata all’uncinetto con reggiseno nero in pizzo e una T-shirt con logo D&G accostata a tweed e animalier. Perle, croci, cammei e coralli completano i look come oggetti raccolti nel tempo.

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L’imperfezione diventa una scelta

Bottega Veneta, con Louise Trotter, porta in primo piano il lavoro manuale e rinuncia a correggerne ogni traccia. Per la Primavera-Estate 2027, intrecci, bordi e pieghe conservano un aspetto irregolare; le frange seguono il movimento e la materia resta protagonista.

Questa libertà viene applicata a blazer neri, trench, camicie bianche e pantaloni sartoriali, accostati a crochet, lavorazioni traforate e borse di paglia dall’aspetto poco levigato. Le forme si allontanano dal corpo e gli accessori mantengono visibile il gesto artigianale.

Ferragamo percorre la direzione contraria e concentra il progetto sulla definizione della silhouette. Le cinture, spesso sovrapposte, raccolgono giacche, gonne e abiti attorno alla vita, mentre Maximilian Davis rielabora riferimenti agli anni Quaranta e alle uniformi attraverso tasche funzionali e proporzioni precise.

La disciplina iniziale viene attenuata da gomma traslucida, camicie in pelle e sete annodate. Anche l’archivio degli accessori viene aggiornato: la zeppa a F del 1947 suggerisce nuovi tacchi curvi, il fiocco Vara viene trasformato e la borsa Hug assume uno sviluppo orizzontale.


Il corsaro cambia guardaroba

Ermanno Scervino rilegge l’immaginario del pirata attraverso la giacca corsara, proposta in tela grezza o nappa con stampa cocco. Nastri metallici, alamari di seta e dettagli dorati la avvicinano al cinema di Marlon Brando e Tarita, mentre l’abbinamento con minigonne in duchesse, jeans dal taglio maschile e shorts di pelle introduce contrasti netti.

Pizzo, corsetti e tute in maglia trasparente emergono sotto i capispalla. La camicia da smoking viene accostata a una gonna arricciata dall’aspetto volutamente irregolare, mentre la mantella da pioggia trova una versione più leggera nell’organza.

Bianchi quasi salini, blu e sfumature sabbia accompagnano tessuti dall’aria consumata. Borse a sacco in rafia crochet e zoccoli borchiati riportano la collezione verso una dimensione concreta, bilanciando gli elementi più romantici.

Nel complesso, il quinto giorno di Milano Fashion Week PE27 lavora meno sull’invenzione assoluta che sulla trasformazione di codici già riconoscibili. Materiali, proporzioni e costruzioni vengono modificati per dare nuove possibilità a corsetti, uniformi, lingerie, sartoria e intrecci.

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