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Lifestyle 4 min di lettura2 ore fa

Menopausa, vampate notturne: come gestire caldo e brividi

Alessia Marcuzzi racconta i risvegli tra sudore e freddo; la ginecologa indica rimedi, controlli e terapie possibili

Le vampate notturne possono provocare sudorazione, risvegli e brividi nella stessa notte. Il disturbo, raccontato sui social anche da Alessia Marcuzzi, può essere affrontato con accorgimenti quotidiani e, quando necessario, con una valutazione medica.

Anna Paola Cavalieri, ginecologa con un dottorato in Psiconeuroendocrinologia della riproduzione e della sessualità, si occupa di menopausa da oltre venticinque anni. A Roma lavora come libera professionista e ha fondato un ambulatorio dedicato al benessere ormonale femminile. È autrice del libro “Senza paura di cambiare”.

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Il caldo seguito dai brividi

Nel suo ultimo video Alessia Marcuzzi descrive con ironia il continuo alternarsi delle coperte durante la notte: «Hai tutte le stagioni dentro. Contemporaneamente!». Il riferimento è a un’esperienza comune a molte donne, che può però compromettere la continuità del sonno.

La spiegazione riguarda il rapporto tra estrogeni e regolazione della temperatura corporea. Durante la perimenopausa, cioè la fase che precede l’ultima mestruazione, e dopo la menopausa, la riduzione degli estrogeni può rendere più reattivi i neuroni KNDy dell’ipotalamo, coinvolti nel controllo termico.

Secondo Cavalieri, «quando gli estrogeni calano, questi neuroni possono rispondere in modo eccessivo a stimoli che normalmente l’organismo riesce a gestire». Si restringe così la fascia di temperatura tollerata dal corpo: anche una variazione minima può innescare l’episodio.

La vampata tende a partire dal torace e a salire verso il volto, spesso con arrossamento e palpitazioni. Alla fase di calore può seguire una forte sudorazione e, successivamente, una sensazione di freddo con tremori. Non si tratta quindi necessariamente di due problemi distinti, ma di momenti consecutivi dello stesso fenomeno.


Come proteggere il sonno

La frequenza e l’intensità cambiano molto da una donna all’altra. In alcuni casi il calore dura poco; in altri la biancheria si inzuppa e occorre alzarsi per cambiarsi, interrompendo più volte il riposo.

Cavalieri segnala che «questi episodi possono ripetersi durante la notte e obbligare la donna a cambiarsi completamente». Le conseguenze possono proseguire durante il giorno, con stanchezza, irritabilità e minore capacità di concentrarsi.

Alcune abitudini possono rendere più gestibili i risvegli. È utile consumare una cena leggera e non troppo tardi, evitare l’alcol e ridurre caffè e tè nel pomeriggio e nelle ore serali. Anche una camera fresca e un ricambio pronto vicino al letto possono semplificare la gestione della sudorazione.

Le tecniche di respirazione e gli esercizi di consapevolezza possono favorire il rilassamento. Non vanno però confusi con trattamenti capaci di diminuire la frequenza o la potenza delle vampate: aiutano il comfort notturno, ma non risolvono sempre il disturbo.


Quando serve un controllo

Una notte caratterizzata da sudore e brividi non deve essere attribuita automaticamente alla menopausa. Tra le possibili cause alternative rientrano alterazioni della tiroide, episodi di ipoglicemia e disturbi d’ansia.

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È consigliabile parlarne con il medico se gli episodi sono frequenti, particolarmente intensi, compaiono in circostanze insolite o si associano ad altri sintomi. Un diario può essere utile: annotare orario, durata, numero dei risvegli e disturbi collegati permette di descrivere meglio il problema durante la visita.

La durata non è uguale per tutte. «Le vampate non sono sempre passeggere: in alcuni casi possono continuare anche oltre sette anni», spiega la ginecologa. A orientare la scelta di chiedere aiuto non è soltanto il conteggio degli episodi, ma anche il loro impatto su sonno, lavoro e vita quotidiana.


Le cure disponibili

Quando le misure pratiche non sono sufficienti, il medico può valutare un trattamento. La terapia ormonale è considerata la più efficace contro vampate e sudorazioni notturne, cioè i disturbi vasomotori della menopausa. In presenza di sintomi invalidanti può essere presa in considerazione anche durante la perimenopausa.

La decisione dipende dalla storia clinica, dall’età, dalle eventuali controindicazioni e dal tempo trascorso dall’ultima mestruazione. Benefici e rischi vanno discussi con uno specialista, con controlli periodici per verificare l’opportunità di proseguire.

Gli integratori e i prodotti vegetali non costituiscono un passaggio obbligatorio prima di valutare una cura. Le prove sui fitoestrogeni non sono omogenee e un prodotto naturale può comunque provocare effetti indesiderati o interferire con altri medicinali.

Per chi non può assumere ormoni esistono alternative. Alcuni antidepressivi possono attenuare le vampate anche in assenza di problemi dell’umore. Tra le opzioni più recenti figurano fezolinetant ed elinzanetant, che agiscono sui segnali nervosi coinvolti nella regolazione della temperatura.

I due farmaci hanno indicazioni e precauzioni differenti. Per fezolinetant sono richiesti controlli della funzionalità epatica prima e durante la terapia; per elinzanetant sono stati documentati anche benefici sui disturbi del sonno. La disponibilità e l’accesso devono essere verificati con lo specialista in base alla situazione individuale.


Il lavoro della ginecologa

Cavalieri riceve a Roma e dedica la propria attività alla salute ormonale delle donne. Nel corso degli anni ha inoltre prestato servizio all’Hotspot di Lampedusa e svolto attività di volontariato con la comunità di Sant’Egidio.

Nel suo libro sulla menopausa affronta anche il peso dello stigma e il rapporto tra questa fase della vita e la medicina. Il volume invita a non considerare i sintomi come qualcosa da sopportare in silenzio, ma a riferirli durante una visita per individuare la risposta più adatta.

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