Martin Short, il dolore per Katherine e la battaglia contro il silenzio
Durante un gala l’attore ha ricordato la figlia, morta suicida a 42 anni, e ha chiesto maggiore consapevolezza sulle malattie mentali
Martin Short vuole contribuire a cancellare la vergogna che ancora circonda i disturbi mentali. Dopo la morte suicida della figlia Katherine Elizabeth, avvenuta a 42 anni lo scorso febbraio, l’attore ha scelto di parlare pubblicamente anche del suicidio, considerandolo possibile esito di una malattia e non un argomento da nascondere.
«Vorrei aiutare a portare la salute mentale fuori dall’ombra, così che le persone non si vergognino più di parlarne. Non bisogna omettere la parola suicidio, ma accettare che possa rappresentare l’ultimo stadio di una malattia», ha affermato l’attore.
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Il lutto raccontato dalla famiglia
Il dolore vissuto dai familiari era già emerso il 10 maggio, durante un’intervista trasmessa da CBS Sunday Morning. In quell’occasione Short aveva definito la perdita della figlia «un vero e proprio incubo», spiegando che Katherine aveva affrontato per anni gravi difficoltà psicologiche.
L’attore aveva inoltre ricordato la diagnosi di disturbo borderline di personalità e le altre sofferenze con cui la donna aveva convissuto. «Katherine ha lottato a lungo con gravi problemi di salute mentale, tra cui il disturbo borderline di personalità e tante altre difficoltà. Ha fatto del suo meglio fino a quando non ce l’ha più fatta», aveva raccontato.
Un premio nel nome di Katherine
Nel corso del gala del Rare Impact Fund di Selena Gomez, Short è salito sul palco per presentare il Katharine Short Legacy Award. Il riconoscimento, istituito in memoria della figlia, sarà assegnato a persone impegnate a favore delle proprie comunità.
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Katherine aveva lavorato come assistente sociale clinica e aveva dedicato una parte significativa della sua attività alla promozione di un dialogo aperto e rispettoso sulla salute mentale. Secondo il padre, il suo impegno non si era limitato alla professione, ma aveva raggiunto anche il contesto sociale in cui viveva.
La perdita che non si attenua
Short, 79 anni, ha perso la moglie Nancy Dolman nel 2010, dopo la malattia causata da un tumore alle ovaie. Con lei aveva avuto tre figli: dopo Katherine sono nati Oliver, oggi 40 anni, e Henry, 37.
Durante la cerimonia, l’attore ha parlato con commozione degli ultimi mesi e del modo in cui la famiglia ha riconsiderato il rapporto tra salute fisica e salute mentale. «Il dolore per la perdita di mia figlia sarà sempre presente nel mio cuore. E credo che questo dipenda semplicemente dal fatto che ciò che amiamo profondamente non lo perderemo mai, perché tutto ciò che amiamo profondamente diventa parte di noi», ha detto Short.
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