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Lifestyle 3 min di lettura2 ore fa

Marracash, la rabbia esplode: «La violenza ha molti volti»

Il rapper commenta le proteste milanesi, critica gli abusi della polizia e lega gli scontri al disagio di una generazione esclusa e senza prospettive.

La presa di posizione di Marracash sugli scontri di Milano parte da una distinzione netta: ogni violenza va condannata, ma il rapper invita a non ignorare quella esercitata contro gli studenti e le forme più profonde di esclusione sociale. Nel suo intervento, affidato a Instagram, collega la protesta alla precarietà economica e alla frustrazione di una generazione che non vede un futuro possibile.

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Il rapper difende la rabbia sociale

Rispondendo alle critiche ricevute sotto il suo messaggio, Marracash ha scritto: «La violenza va condannata ma anche quando la polizia manganella gli studenti, quando ci sono i caschi senza numero di matricola, lo scudo penale». Il commento rilancia il tema delle responsabilità istituzionali e allarga il significato degli scontri oltre gli episodi di piazza.

Il rapper ha poi descritto una gioventù che studia senza riuscire a trasformare l’impegno in opportunità, schiacciata dagli psicofarmaci e tenuta ai margini mentre osserva beni e stili di vita che non può permettersi. La sua tesi è che la violenza non coincida soltanto con gli atti compiuti durante una manifestazione, ma comprenda anche disuguaglianze e condizioni sociali che producono esclusione.


«Con le buone» non basta

Nel post, seguito da migliaia di condivisioni e commenti, Marracash ha ribadito di non aver mai considerato i social il proprio principale strumento di protesta. Per lui il vero impegno passa dai testi, dalla musica, dai concerti, dalle interviste e dalle scelte quotidiane; Instagram, ha spiegato, rappresenta soprattutto il suo ufficio stampa.

Il messaggio si chiude con la frase «Con le buone non cambi le cose», tratta da “Power Slap”, brano contenuto nell’album “È finita la pace”, pubblicato nel dicembre 2024. Il rapper ha accompagnato le sue parole nelle storie con “Crash”, una canzone del 2024 dedicata alle tensioni del presente, aggiungendo anche versi sul divario sociale, sul potere e sull’uso dell’ordine per colmare il vuoto.

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Dalle proteste al suo percorso

Marracash, 47 anni, originario della Barona e seguito da 2,5 milioni di persone su Instagram, ha ricordato di aver parlato già in passato del rapporto tra potere e rabbia popolare. Ha citato un intervento pronunciato un anno prima dal palco e il disco pubblicato due anni fa, definito catastrofista fin dal titolo, sostenendo di attendere da tempo una reazione come quella esplosa nelle piazze.

Il contenuto era corredato da due immagini: in una, un manifestante corre nella nebbia dei fumogeni con il tricolore sulle spalle; nell’altra compare un camion con uno striscione che allarga lo sciopero del trasporto a una protesta del popolo. Nei commenti, alcuni utenti hanno apprezzato il suo tono anti-sistema, mentre altri lo hanno contestato.


La risposta a chi lo attacca

A chi gli rimproverava di essersi schierato soltanto ora, l’artista ha replicato che questi temi sono presenti fin dalle sue prime canzoni. Ha quindi richiamato le disuguaglianze sociali come battaglia centrale della propria attività e ha rivendicato una posizione coerente nel tempo, non limitata a un singolo messaggio pubblicato durante le tensioni milanesi.

Il post è stato firmato con la lettera “F.”, iniziale del suo nome completo, Fabio Bartolo Rizzo. Nel testo, il riferimento agli scontri di Milano è stato inoltre accostato alle proteste francesi e alla crisi economica che, secondo il rapper, alimenta la rabbia in entrambi i Paesi.

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