Marocco, la sfida di El Mansouri: ora serve una maggioranza
La leader del PAM è stata incaricata da Mohammed VI di formare l’esecutivo: per lei si apre una fase decisiva tra alleanze parlamentari e grandi investimenti
La nomina di Fatima Ezzahra El Mansouri segna una svolta nella politica marocchina, ma il nuovo incarico porta con sé anche un problema immediato: il suo partito non dispone dei numeri necessari per governare senza alleati. Dopo la vittoria del PAM alle legislative, Mohammed VI le ha affidato il compito di mettere insieme il prossimo esecutivo.
Una svolta con una prova decisiva
A 50 anni, El Mansouri è la prima marocchina chiamata a dirigere il governo. Nel mondo arabo, prima di lei, soltanto la tunisina Najla Bouden aveva raggiunto la guida dell’esecutivo, con un mandato iniziato nel 2021 e concluso nel 2023.
La nuova responsabile del governo ha definito il risultato un passaggio «davvero storico». In un’intervista ha sottolineato: «Per la prima volta nella storia del nostro Paese, una donna assume la responsabilità di guidare il governo». Ha aggiunto che il traguardo rappresenta un motivo d’orgoglio per tutte le donne marocchine.
Dal municipio al vertice nazionale
Originaria di Marrakesh, dove è nata nel 1976, El Mansouri ha iniziato il proprio percorso nelle istituzioni locali. Nel 2009 ha conquistato la guida della città, diventando la prima donna a ricoprire quel ruolo; dopo un periodo lontano dall’amministrazione municipale, nel 2021 è tornata a presiedere il consiglio comunale.
Parallelamente ha ottenuto più mandati parlamentari, costruendo esperienza all’interno della Camera. Nell’ottobre 2021 è entrata nell’esecutivo con la delega alla Pianificazione territoriale, all’Urbanistica, all’Edilizia e alle Politiche urbane. In quell’esperienza ha seguito il sostegno all’acquisto delle abitazioni, i cambiamenti nelle regole urbanistiche e gli interventi destinati alle persone colpite dal terremoto di Al Haouz.
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Un curriculum tra Marocco e Stati Uniti
Figlia di un ex pascià, sposata e madre di due figli, la politica ha completato la propria formazione fuori dal Marocco. Ha frequentato Giurisprudenza all’Università di Montpellier, in Francia, e ha poi conseguito alla New York University un diploma in diritto commerciale anglosassone.
La sua ascesa è avvenuta all’interno del Partito Autenticità e Modernità, formazione vicina alla monarchia e fondata nel 2008 da Fouad Ali El Himma, amico del re. Alle elezioni il PAM ha conquistato 97 posti sui 395 disponibili alla Camera dei rappresentanti: un risultato importante, ma insufficiente per formare da solo una maggioranza.
Il nodo delle alleanze e del 2030
La prima trattativa per El Mansouri sarà quindi quella con le altre forze politiche. Partito della Giustizia e dello Sviluppo e Federazione della Sinistra Democratica hanno già comunicato l’intenzione di restare fuori dalla maggioranza e di svolgere il ruolo di opposizione.
Il futuro governo dovrà inoltre accompagnare il Marocco verso gli investimenti connessi ai Mondiali di calcio del 2030, organizzati insieme a Portogallo e Spagna. Le intese parlamentari saranno chiamate a sostenere scelte dal valore di miliardi di dollari, in una fase destinata ad avere un peso rilevante per il Paese.
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