Listeria, 59 lotti a rischio: controlla subito frigorifero e confezioni
Un frigorifero pulito e una corretta conservazione non rendono sicuro un alimento già coinvolto in un richiamo.
Un frigorifero pulito e una corretta conservazione non rendono sicuro un alimento già coinvolto in un richiamo. Se una confezione rientra nell’allerta, va lasciata da parte senza assaggiarla e deve essere restituita al negozio oppure eliminata, seguendo le indicazioni ufficiali.
Per ridurre i rischi nella vita quotidiana è utile mantenere il frigorifero a una temperatura non superiore a 4 °C, rispettare le date indicate sulle confezioni e consumare rapidamente i prodotti pronti dopo l’apertura. Mani, utensili e piani di lavoro vanno lavati con cura, mentre gli alimenti crudi devono restare separati da quelli cotti.
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Gravidanza e fragilità richiedono attenzione
La listeriosi può presentarsi in modo lieve, con disturbi simili a quelli influenzali, ma durante la gravidanza l’infezione può raggiungere la placenta e creare conseguenze per il feto. Tra gli esiti possibili figurano parto prematuro, infezioni nel neonato e, nelle situazioni più severe, la perdita della gravidanza.
Anche anziani, neonati e persone con difese immunitarie ridotte sono più esposti alle forme invasive. Una donna incinta che abbia mangiato un prodotto interessato dal richiamo dovrebbe rivolgersi al ginecologo o al medico curante per una valutazione individuale, senza considerare automaticamente necessari esami o terapie in assenza di sintomi.
I sintomi non sempre compaiono subito
Nausea, vomito, diarrea, febbre e dolori muscolari possono accompagnare l’infezione. Nei casi più gravi, meno frequenti, il batterio può oltrepassare l’apparato digerente e provocare setticemia o meningite.
Il momento della comparsa dei disturbi varia: i problemi gastrointestinali possono arrivare in tempi relativamente brevi, mentre le forme invasive possono manifestarsi anche dopo giorni o settimane. Chi sviluppa febbre o sintomi sospetti dopo aver consumato uno degli alimenti coinvolti dovrebbe contattare un medico e riferire quale prodotto ha mangiato e quando.
Il richiamo riguarda 59 lotti
L’allerta riguarda 59 lotti di sette referenze gastronomiche a base di tacchino, vitello tonnato e lonza di maiale. Due prodotti sono venduti con il marchio Portami Via, distribuito da Eurospin; gli altri appartengono alla linea A.M.M.53 Pasticceria-Gastronomia.
Gli alimenti provengono dallo stabilimento di A.M.M.53 Srl, a Spresiano, in provincia di Treviso. Le date di scadenza cambiano in base alla referenza e, per alcune confezioni, arrivano fino al 7 novembre 2026. Il provvedimento non comprende indistintamente tutti i prodotti di carne o tutta la merce presente nei punti vendita coinvolti.
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Come verificare la confezione acquistata
Il controllo va eseguito sulla singola confezione, mettendo a confronto quattro elementi: denominazione dell’alimento, marchio, numero di lotto e data di scadenza. Gli avvisi ufficiali sono disponibili nella sezione dedicata ai richiami alimentari del Ministero della Salute.
Per alcune referenze, tra cui il tacchino arrosto al limone Portami Via, il tacchino al forno A.M.M.53 e l’arrosto di tacchino ai funghi A.M.M.53, le schede di consultazione riportano i dati dell’allerta e rimandano ai documenti ministeriali. In determinati avvisi compare la dicitura «tutti i lotti in distribuzione», associata agli intervalli di scadenza interessati: per questo l’assenza di un codice da un elenco sintetico non basta sempre a escludere il prodotto.
Cosa fare con i prodotti a rischio
Gli alimenti richiamati non devono essere consumati neppure quando la confezione è integra, la conservazione è stata corretta o il contenuto non mostra anomalie. Listeria monocytogenes può infatti essere presente senza modificare odore, colore o sapore del prodotto.
Non è consigliabile assaggiare la carne per verificarne la sicurezza né tentare di renderla utilizzabile attraverso una nuova cottura. Se la confezione è stata aperta, bisogna lavare con attenzione superfici e utensili che hanno toccato l’alimento, così da limitare il rischio di contaminazione incrociata.
Perché Listeria può crescere al freddo
Listeria monocytogenes è un batterio diffuso nell’ambiente e può contaminare anche alimenti cotti e pronti da mangiare. L’infezione causata dal microrganismo si chiama listeriosi.
Una sua caratteristica è la capacità di moltiplicarsi anche alle basse temperature del frigorifero. Il freddo resta indispensabile per conservare correttamente gli alimenti, ma non elimina una contaminazione già presente. La cottura adeguata può distruggere il batterio, mentre un nuovo contatto durante lavorazione, confezionamento o conservazione può causare una contaminazione successiva.
Gli avvisi del Ministero della Salute sono datati 16 ottobre e risultano pubblicati il 19 ottobre 2026. In caso di dubbio sulla corrispondenza tra il prodotto posseduto e uno dei lotti indicati, la scelta prudente è non consumarlo finché la verifica non sarà conclusa.
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