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Lifestyle 5 min di lettura2 ore fa

Legumi, gli italiani ne sottovalutano il ruolo nella longevità

Il 25,5% prevede di orientarsi verso una dieta più vegetale entro dieci anni, ma restano dubbi su costi e proteine

Entro 5-10 anni, il 25,5% degli italiani pensa di adottare un’alimentazione più orientata al vegetale. Oggi il 59% si definisce onnivoro, mentre il 12% segue già uno stile alimentare a prevalenza vegetale, soprattutto flexitariano.

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Fiducia negli esperti e nuovi prodotti

Il 45% della popolazione si è rivolto almeno una volta a un nutrizionista, a un dietista o a un dietologo. Medici specialisti e nutrizionisti risultano le figure più ascoltate, con livelli di fiducia rispettivamente dell’80% e del 77,6%.

Tra i prodotti vegetali confezionati, il consumo settimanale è più diffuso tra la Generazione Z, dove raggiunge il 43%, rispetto al 16% registrato tra i baby boomer. L’82% degli intervistati chiede miglioramenti all’offerta, soprattutto versioni con caratteristiche nutrizionali più favorevoli: questa richiesta è salita dal 24,8% del 2025 al 34,6%. Il 61% sarebbe inoltre più propenso all’acquisto davanti a un’indicazione chiara e ben visibile sulla quantità di proteine.

Per il 57% degli italiani e il 76% dei nutrizionisti, gli alimenti vegetali confezionati possono aumentare l’apporto di proteine senza imporre cambiamenti radicali alle abitudini. Il 70% degli esperti li considera utili anche quando il tempo per preparare un pasto sano è poco. Il 97% dei professionisti ritiene invece che regole troppo rigide rendano più difficile seguire una dieta, mentre il 71% giudica accettabile il ricorso a un prodotto pronto se la composizione è adeguata.


Cosa cercano consumatori ed esperti

La qualità della ricetta rimane la principale condizione per avvicinarsi ai prodotti confezionati. Gli italiani chiedono soprattutto l’assenza di additivi, conservanti e coloranti, indicata dall’80%, seguita da un’elevata presenza di fibre, dal 75,3%, da una quantità contenuta di grassi saturi, dal 73%, e da un buon apporto proteico, dal 72%.

Il 47% ammette però di non comprendere con chiarezza la composizione di questi alimenti. I nutrizionisti guardano soprattutto al sale, segnalato dal 70%, ai grassi, dal 65%, e al livello di trasformazione, dal 62%; per l’85% di loro è prioritario limitare i grassi saturi. L’indicazione esplicita del legume o del cereale utilizzato è ritenuta utile dal 77% dei professionisti e dal 72% degli italiani.

Anche la ristorazione può favorire un consumo più frequente di proteine vegetali. Per il 51% dei nutrizionisti servono una presenza maggiore di queste proposte nei locali e una conoscenza più diffusa delle loro caratteristiche.


Salute futura e abitudini alimentari

Il 76% degli italiani vuole conservare la propria autonomia il più a lungo possibile, anche accettando alcune rinunce nel presente. Il 71% afferma di occuparsi già della salute in vista della vecchiaia, mentre il 74,6% vorrebbe arrivare a quell’età senza diventare un peso per la famiglia.

Le paure più citate riguardano la perdita di energia e forza fisica, indicata dal 57%, la diminuzione della lucidità, dal 53%, e la riduzione dell’autonomia, dal 52,5%. Il 65% pensa che ciò che mangia oggi condizionerà in modo concreto il proprio stato di salute dopo i 70-75 anni; per il 67% il cibo rappresenta una forma di prevenzione utile a mantenersi indipendenti.

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Rispetto al 2025 è aumentata la quota di chi descrive la propria dieta come ricca di fibre, passata dal 21,6% al 27,5%, e di proteine, salita dal 4,8% all’8,2%. Il 44% dichiara inoltre di consumare più alimenti vegetali rispetto a 3-5 anni fa, mentre il 31% segnala un incremento delle proteine.


Legumi ancora poco associati alla longevità

Le proteine vegetali compaiono nella dieta settimanale del 75% degli italiani e il 41% le consuma almeno tre volte ogni sette giorni. I legumi sono presenti almeno una volta alla settimana per il 73,5% degli intervistati, ma nella maggior parte dei casi vengono mangiati una o due volte, come riferisce il 45%.

Quando si parla spontaneamente di longevità, il 62,6% cita gli alimenti vegetali, soprattutto frutta e verdura. I legumi vengono menzionati soltanto dal 9,8%; se però la domanda li richiama direttamente, il 78,4% li considera utili per un invecchiamento in buona salute e il 58,3% collega il consumo elevato di vegetali e legumi a una vita più lunga e sana.

Il 65% vorrebbe aumentare la quota di proteine vegetali e il 59,4% ne riconosce l’utilità per conservare la massa muscolare. La conoscenza dell’argomento resta tuttavia incompleta: il 92% ha sentito parlare di proteine vegetali, ma solo il 58% dice di sapere che cosa siano davvero. Soltanto il 16,5% dichiara una conoscenza ampia dei temi legati alla longevità.

Tra chi non è convinto o non mostra interesse ad aumentare queste proteine, il principale ostacolo è la sensazione di assumerne già a sufficienza, indicata dal 32%. Seguono la difficoltà nel digerire i legumi, dal 21%, l’idea che una dieta ricca di vegetali sia più costosa, dal 42% della popolazione, e la convinzione che le alternative vegetali siano meno gustose, dal 40,6%. Il timore di non raggiungere un apporto proteico adeguato è più diffuso tra la Generazione Z, al 59%, rispetto ai baby boomer, al 26%.

I dati arrivano da una ricerca realizzata da MartinoRossi con Astraricerche per Spazio Nutrizione, il congresso promosso da SINEP, e mettono a confronto le risposte dei consumatori con quelle dei professionisti della nutrizione. Tra questi ultimi, il 95% attribuisce ai legumi un’utilità per invecchiare in salute e il 74% li indica come la fonte proteica più trascurata nella dieta degli italiani, con il 41% molto d’accordo.

Gli esperti riferiscono una crescita delle richieste legate a disturbi specifici e infiammazioni, segnalata dall’87%, e alla ricerca di un rapporto più consapevole con il cibo, indicata dal 78%. Secondo la loro percezione, i pazienti si affidano soprattutto alla dieta mediterranea, al 77%, e alla riduzione degli alimenti industriali o molto lavorati, al 72%; sui legumi, invece, la quota attribuita ai pazienti scende al 39%.

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