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Lifestyle 3 min di lettura1 ora fa

L’attrice Adria Arjona racconta il legame con Jason Momoa

L’attrice premiata a Milano ripercorre i rifiuti, l’impegno sociale e la quotidianità condivisa con il compagno

Adria Arjona ha ricevuto a Milano il premio Women in Film Max Mara Face of the Future®. L’attrice, 34 anni, ha raccontato la crescita professionale, gli anni difficili degli inizi e il rapporto con Jason Momoa.

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L’amore costruito sulla reciprocità

Per Arjona, una relazione funziona quando entrambi sanno sostenersi senza trasformare il lavoro in una presenza totalizzante. Ha spiegato che lei e Momoa si alternano nel prendersi cura l’uno dell’altra, a seconda degli impegni e del periodo.

In questi giorni l’attore è con lei a Milano. Ogni mattina le prepara caffè e banana, organizza il pranzo e le resta vicino. «Credo che non ci sia niente di più bello che prendersi cura l’uno dell’altro», ha detto l’attrice parlando della loro quotidianità.


Dai rifiuti ai ruoli principali

Il riconoscimento è arrivato dopo una stagione intensa. Nel 2026 Arjona è stata protagonista di *Onslaught*, film diretto da Adam Wingard nel quale interpreta un’ex cecchina alle prese con la maternità e con il disturbo da stress post-traumatico. La sua carriera, iniziata anche con la serie *True Detective*, si è allargata alla produzione e alla scrittura.

Prima dei ruoli importanti, però, l’attrice ha conosciuto numerosi rifiuti e ha lavorato come barista per mantenersi. A 18 anni si trasferì a New York per studiare recitazione al Lee Strasberg Institute, vivendo una fase di sacrifici ma anche di libertà. «Sono onorata e grata: non do niente per scontato», ha dichiarato dopo il premio, ricordando il periodo dei provini senza successo e dei lavori necessari per arrivare a fine mese.


Una formazione tra arte e famiglia

Arjona è cresciuta fino ai 12 anni seguendo il padre Ricardo Arjona, musicista noto in Sudamerica, durante i suoi tour. Il trasferimento a Miami la mise in difficoltà: era timida e faticava a sentirsi accettata. Le lezioni di pianoforte e fotografia la aiutarono a ritrovare fiducia, poi il teatro le offrì uno spazio per esprimersi attraverso personaggi diversi.

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Anche la moda, per lei, appartiene al linguaggio artistico. Nel suo armadio convivono jeans e felpe con cappuccio insieme ai cappotti eleganti di Max Mara. Da ragazza disegnò il vestito per il ballo scolastico e l’anno successivo scelse invece uno smoking.


Famiglia, natura e impegno sociale

Oggi l’attrice vive in Nuova Zelanda, dove ama camminare nella natura, andare in moto e occuparsi del suo trattore. Pratica anche la boxe e dedica molto tempo alla nipotina di un anno e mezzo, la cui fotografia ha come sfondo sul telefono. Alla domanda sulla maternità ha risposto che ci pensa, ma non nell’immediato.

A Los Angeles organizza ogni anno il Block Party, iniziativa rivolta alle donne senza fissa dimora. Mette a disposizione prodotti per la cura personale e permette alle partecipanti di scegliere ciò che desiderano, in un gesto pensato per restituire loro una libertà spesso negata.

L’attrice ha inoltre parlato delle difficoltà legate al razzismo e della rappresentazione delle donne sudamericane sullo schermo. A suo giudizio, Hollywood ha compiuto progressi, ma continua a ricorrere a immagini limitate: le donne latine vengono spesso dipinte soltanto come seduttrici o personalità aggressive, mentre le loro esperienze sono molto più varie.

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