Laguna veneta, il rifugio sospeso dove il tempo rallenta davvero
Tra casoni di paglia, canali silenziosi e cucina lagunare, Isola Millecampi offre una pausa lontano dal turismo più affollato.
I casoni di paglia raccontano il volto più discreto della zona di Valle Millecampi. Un tempo ospitavano pescatori, agricoltori e cacciatori di valle: erano costruzioni semplici, con pavimenti di terra, pareti spoglie e coperture coniche realizzate intrecciando le canne disponibili sul posto.
Per molto tempo furono associati alla miseria e, dopo il boom economico del dopoguerra, numerosi proprietari li fecero abbattere per costruire abitazioni in muratura, considerate più moderne. Alcuni edifici sono però sopravvissuti o sono stati recuperati: oggi possono essere visitati, prenotati per un soggiorno o scelti come scenario per momenti conviviali immersi nel paesaggio.
I casoni custodiscono una memoria fragile
La loro scomparsa non dipese soltanto dal degrado. In molti casi vennero eliminati proprio perché rappresentavano un passato rurale dal quale le comunità volevano prendere le distanze. Le strutture rimaste testimoniano così un modo di vivere legato ai materiali naturali, all’acqua e alle attività della laguna.
La stessa relazione tra uomo e ambiente si ritrova poco distante, dove l’orizzonte è dominato da barene, canneti e canali. Qui il paesaggio non è mai del tutto stabile: cambia con le maree e conserva tracce di un territorio che, nel tempo, ha modificato la propria forma.
Remi, silenzio e fauna lagunare
Isola Millecampi emerge nella Laguna Sud veneta, in provincia di Padova, come una presenza quasi impercettibile. Per arrivarci bisogna lasciare l’auto lungo la statale Romea e proseguire sull’acqua; l’avvicinamento restituisce gradualmente il profilo del casone restaurato, il grande camino e le sponde in pietra.
Canoe canadesi e kayak permettono di entrare nei ghebi, i passaggi più stretti della laguna, senza interrompere la quiete del luogo. Lungo il percorso è possibile osservare aironi, fenicotteri e altri uccelli migratori, mentre i custodi Devy e Natasha accompagnano i visitatori nella conoscenza dell’isola e della sua storia.
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La tavola segue il ritmo dell’acqua
Anche la cucina nasce da ciò che offre questo ambiente. Il pesce fresco e le ricette della tradizione veneziana trovano spazio accanto alle moeche, i granchi verdi consumati durante la fase della muta, quando il carapace non si è ancora formato.
A Isola Millecampi è stato avviato anche un percorso per favorire l’allevamento delle moeche e sostenere i moecanti, pescatori depositari di competenze tramandate nel tempo. Il progetto punta insieme alla salvaguardia di un mestiere delicato, alla tutela della biodiversità e alla valorizzazione dell’identità gastronomica della Laguna Sud.
Un’isola nata dal cambiamento
L’area è oggi interessata da attività di studio e protezione dell’habitat, sviluppate con la Provincia di Padova, l’Università degli Studi di Padova e Ca' Foscari di Venezia. L’esperienza può quindi svolgersi pagaiando tra i canali oppure seduti a tavola, sempre all’interno di un ecosistema in cui terra e acqua si confondono.
Il complesso, riconosciuto come oasi naturale e patrimonio Unesco, è stato inaugurato l’11 ottobre 2024. Il cuore dell’isola è un antico casone a due piani, erede di una struttura seicentesca un tempo utilizzata dai pescatori e riscaldata dal camino “alla vallesana”.
Il nome Millecampi richiama l’epoca in cui questa zona era ancora campagna coltivata a cereali destinati all’alimentazione dei bovini. In seguito l’acqua ha ridisegnato il territorio, trasformando i campi in barene e sostituendo la coltivazione con la pesca. Le quattro camere previste per la notte saranno disponibili soltanto dalla primavera 2027: fino ad allora, l’isola resta soprattutto una meta per una giornata lontana dai rumori, tra profumo di elicriso, aria salmastra e tramonti sull’acqua.
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