Mengoni, quattro serate senza telefoni: il prezzo accende la protesta
Il progetto Allo sbagliato promette un rapporto più diretto con il pubblico, ma l’ingresso fino a 200 euro ha alimentato le critiche sui social
Quattro appuntamenti, un pubblico ristretto e nessun cellulare in sala: Marco Mengoni punta su un’esperienza musicale lontana dalle dinamiche dei grandi concerti. Il progetto, però, è finito al centro delle discussioni soprattutto per il costo dei biglietti, compreso tra 100 e 200 euro.
Un palco piccolo per ritrovare il contatto
Allo sbagliato sarà un locale temporaneo pensato per accogliere circa 500 persone. In questo spazio la musica dovrebbe occupare l’intera serata, senza la presenza di telefoni o altri dispositivi capaci di distogliere l’attenzione dall’esibizione.
L’idea nasce dalla volontà di Mengoni di tornare a vivere le canzoni in una dimensione più raccolta, dopo l’esperienza dei grandi palchi. La capienza limitata dovrebbe inoltre favorire uno scambio più ravvicinato tra il cantante e gli spettatori, con un rapporto descritto come più umano e personale.
Il prezzo divide il pubblico
A far discutere è soprattutto la tariffa richiesta per partecipare all’evento: il costo varia in base alla posizione e può arrivare a 200 euro. L’artista ha collegato la cifra alla complessità dell’organizzazione e al numero di lavoratori coinvolti nella costruzione del progetto.
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«Fisicamente ci sono leggi e regole da rispettare per il numero di persone. Dietro questo progetto ci sono diversi lavoratori, i costi sono dimensionati a far mangiare famiglie che vivono con mestieri nella musica, il contesto è di un livello alto», ha spiegato Mengoni parlando dell’iniziativa.
Le motivazioni non hanno però fermato le contestazioni online. Tra i commenti comparsi sui social si legge anche: «Ormai andare a un concerto è diventata un’esperienza impossibile». La discussione si concentra così sul contrasto tra l’intento di offrire un incontro più intimo e una spesa considerata da molti troppo elevata.
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