La sedia di Luca Cianciolo: dove le star mostrano le loro fragilità
Dopo vent’anni tra moda e spettacolo, il truccatore trasforma il suo spazio di lavoro in un luogo di ascolto con ospiti come Kasia Smutniak, Luisa Ranieri ed Elisabetta Canalis
Dietro volti celebri e trucchi impeccabili, Luca Cianciolo riconosce insicurezze molto simili a quelle di tante altre donne. È proprio davanti allo specchio, durante quei minuti di vicinanza e dialogo, che il truccatore dice di riuscire a restituire alle sue clienti una maggiore sicurezza, trasformando la sua sedia in un punto d’incontro umano prima ancora che professionale.
Nel corso della sua carriera ha lavorato con Eva Herzigova, Adriana Lima, Kasia Smutniak, Emma Roberts, Elisabetta Canalis, Luisa Ranieri ed Emily Ratajkowski. Ora quell’esperienza diventa il punto di partenza di “Sulla mia sedia”, un ciclo di conversazioni pubblicato sui suoi profili Instagram e TikTok dal 20 ottobre.
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Il trucco diventa una forma di ascolto
Il progetto non nasce per spiegare tecniche o distribuire suggerimenti estetici. Cianciolo vuole invece riportare la bellezza a una dimensione più raccolta, nella quale ogni ospite possa parlare del proprio rapporto con il corpo, con il trucco e con le diverse fasi della vita.
La prima ospite sarà Kasia Smutniak. Nella prima stagione sono previste anche Luisa Ranieri, Paola Iezzi ed Elisabetta Canalis. Il format è stato realizzato autonomamente e non ha finalità commerciali: la sedia, in questo caso, diventa il simbolo di un confronto libero e confidenziale.
«Non si parla di tecnicismi, ma di bellezza in senso lato», ha spiegato Cianciolo presentando l’idea. Tra gli spunti già emersi ci sono il modo in cui Luisa Ranieri ha vissuto il trucco prima e dopo la maternità e la riflessione di Smutniak sul legame tra maquillage ed emozioni.
L’intuizione, racconta il truccatore, è maturata anche dopo un incontro casuale con Sarah Jessica Parker. Quella che doveva essere una breve conversazione si è trasformata in un dialogo molto più lungo, convincendolo a mettersi in gioco senza pretendere di assumere il ruolo di giornalista o presentatore.
La fiducia nasce dalla sintonia
Per Cianciolo, la riuscita di un trucco non dipende soltanto dalla manualità. Chi lavora a stretto contatto con una persona deve saperne cogliere l’umore, capire quando parlare e quando lasciare spazio al silenzio. In vent’anni di attività, sostiene di avere imparato a riconoscere tensione, apertura e distanza già dai primi momenti insieme.
La sintonia, quindi, non è un elemento secondario. Luisa Ranieri gli avrebbe raccontato che anche il professionista più preparato può non essere scelto se manca una connessione personale, considerando il tempo trascorso insieme in uno spazio ristretto. Per questo il rapporto umano pesa quanto il risultato davanti allo specchio.
«La vera sfida era riuscire a mettersi sulla stessa lunghezza d’onda della persona che si aveva davanti», ha detto parlando del mestiere. Il suo riferimento è il lavoro artigianale di un tempo, quando il sarto confezionava abiti su misura e il laboratorio poteva diventare anche il luogo di confidenze inattese.
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In quello spazio, spiega, il truccatore finisce per condividere momenti che non riguardano direttamente il proprio lavoro. Può assistere alla comunicazione di una notizia dolorosa oppure diventare testimone di una gioia improvvisa, sia con una celebrità sia con una cliente sconosciuta.
La carriera vista dalla sedia
Un episodio recente riguarda Angelina Mango. Mentre Cianciolo la stava truccando, la cantante ha saputo di avere conquistato il disco d’oro Fimi per il brano realizzato con Marco Mengoni. La sua esultanza ha coinvolto anche il truccatore, che si è ritrovato a partecipare a un momento importante pur non avendone fatto parte.
Quella sedia rappresenta per lui anche il percorso compiuto. Arrivato da una famiglia modesta di Catania, da ragazzo sognava di entrare nel mondo della moda e di lavorare in televisione. Il trucco gli ha permesso di uscire da una realtà che percepiva come limitante e di costruirsi una strada professionale.
«Ogni persona che si affida a me è una possibilità di continuare a fare questo lavoro», ha raccontato. Per questo non considera le clienti soltanto come volti da valorizzare, ma come persone che gli hanno consentito di crescere sul piano professionale e umano.
La fiducia ricevuta dalle attrici e dalle cantanti coinvolte nel progetto lo gratifica proprio perché “Sulla mia sedia” è nato senza contratti e senza una produzione esterna. Ci sono stati anche rifiuti, ammette, ma li considera parte naturale del percorso.
Le stesse fragilità dietro il successo
Nonostante carriere, personalità e storie molto diverse, le donne che si siedono davanti a lui condividono, secondo Cianciolo, una caratteristica precisa. Quando il trucco comincia e il rapporto diventa diretto, anche le più note mostrano dubbi e vulnerabilità.
Il suo compito non consiste soltanto nel migliorare un’immagine. Attraverso il dialogo, il contatto e l’attenzione, prova a far emergere una sicurezza che spesso resta nascosta dietro il ruolo pubblico. È in quel passaggio, quando la persona si rialza sentendosi più forte e valorizzata, che il lavoro assume per lui il suo significato più autentico.
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