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Lifestyle 3 min di lettura10 ore fa

Victoria’s Secret, il caso delle veterane escluse: cosa sta cambiando

Romee Strijd e Frida Aasen non sfileranno nel 2026, mentre Elsa Hosk viene criticata per il percorso fisico dopo la maternità: il dibattito torna a concentrarsi sui corpi femminili.

La nuova edizione del Victoria’s Secret Fashion Show riaccende una discussione che va oltre la passerella: qualunque sia la scelta del marchio, a finire sotto esame sono ancora una volta i corpi delle modelle. Romee Strijd e Frida Aasen sono state escluse dallo spettacolo del 2026, mentre Elsa Hosk, 37 anni, è stata confermata ma criticata per gli sforzi affrontati dopo il parto per recuperare la forma fisica.

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Il doppio standard che colpisce le modelle

L’esclusione di Strijd e Aasen ha sorpreso soprattutto perché entrambe rappresentano l’estetica tradizionalmente associata alla casa di lingerie. La loro assenza viene letta online come un possibile cambio di direzione, in una selezione che sembrerebbe privilegiare creatrici digitali, figlie d’arte e volti già molto riconoscibili, tra cui Iris Law e Amelia Gray.

Allo stesso tempo, la presenza di Elsa Hosk non l’ha protetta dalle critiche. La modella è stata bersagliata per la disciplina imposta al proprio corpo dopo la nascita della figlia, a conferma di un meccanismo che lascia poco spazio alla libertà: chi non rientra nei canoni viene scartata, mentre chi li insegue con particolare rigore viene accusata di alimentare standard irraggiungibili.


Romee Strijd, mesi di preparazione e un rifiuto

Per Strijd il rapporto con Victoria’s Secret era iniziato nel 2015 e aveva raggiunto uno dei momenti più celebri nel 2018, quando aveva chiuso la sfilata con ali decorate da Swarovski. Oggi madre di due figli, la modella aveva ripreso ad allenarsi in vista dell’edizione 2026 e aveva raccontato sui social il percorso compiuto.

Dopo settimane segnate da attese e indicazioni poco chiare, però, è arrivata la conferma che non avrebbe partecipato. In un video pubblicato su TikTok, diventato rapidamente virale, Strijd ha descritto la gestione dei provini come un’esperienza emotivamente logorante, sottolineando soprattutto l’assenza di comunicazioni trasparenti da parte del marchio e della sua agenzia.

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Anche Frida Aasen resta fuori

La norvegese Frida Aasen, 31 anni, ha a sua volta confermato che non sarà sulla passerella del 2026. La sua esclusione si aggiunge a quella di Strijd e rafforza l’impressione che le modelle legate alla fase storica del marchio abbiano oggi meno spazio nelle scelte della maison.

La decisione arriva dopo che, nell’edizione precedente, Victoria’s Secret aveva riportato sotto i riflettori figure simbolo come Adriana Lima e Alessandra Ambrosio, entrambe oggi 45enni. Il nuovo orientamento appare quindi diverso e alimenta i dubbi sulla direzione intrapresa dal brand dopo i tentativi di rinnovamento e apertura mostrati in passato.


Il rilancio tra inclusività e nostalgia

Nei commenti online si è diffusa la sensazione che l’impegno verso una rappresentazione più ampia, evidente lo scorso anno, si sia attenuato. La sfilata del 2026 lascia così aperta una questione: quale utilità ha riproporre un modello del passato se le sue protagoniste vengono escluse e le nuove scelte sembrano riproporre altri criteri selettivi altrettanto rigidi?

Strijd, pur non nascondendo la delusione per il modo in cui è stata gestita la situazione, ha scelto di rivolgersi alle partecipanti e alla squadra dello spettacolo con un messaggio conciliante. Nelle sue storie di Instagram ha scritto: «Ho dei ricordi bellissimi dello show, auguro una fantastica serata a tutte le ragazze e a chi lavora dietro le quinte».

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