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Lifestyle 1 min di lettura2 giorni fa

La passerella senza sorrisi: ecco perché il volto resta impassibile

L’espressione severa delle indossatrici serve a lasciare il centro della scena agli abiti, ma fino agli anni Sessanta le sfilate erano molto più spontanee.

Il volto impassibile delle modelle non nasce da un atteggiamento personale, bensì da una precisa scelta comunicativa della moda. Durante una sfilata, infatti, l’attenzione deve rimanere concentrata sulle collezioni, mentre la presenza dell’indossatrice passa volutamente in secondo piano.


L’abito deve restare protagonista

A chiedere alle modelle di non sorridere sono generalmente i marchi per cui sfilano. Un’espressione troppo vivace potrebbe attirare lo sguardo del pubblico e dei potenziali compratori, sottraendo visibilità al capo presentato in passerella.

La neutralità del volto aiuta quindi a valorizzare forme, tessuti e dettagli degli abiti. Secondo gli addetti ai lavori, questa scelta non risponde soltanto a un’esigenza pratica: l’assenza di emozioni evidenti contribuisce anche a costruire l’immagine dell’alta moda, associata a distanza, controllo e severità estetica.


Prima degli anni Ottanta era diverso

Quello che oggi appare come un codice quasi obbligatorio non è sempre stato parte delle sfilate. La storica della moda Lydia Kamitsis ha ricordato che, tra gli anni Cinquanta e Sessanta, le indossatrici potevano sorridere lungo il percorso e, in alcune occasioni, arrivavano persino a muoversi a ritmo di musica.

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La trasformazione si affermò negli anni Ottanta, nel periodo in cui ottennero grande attenzione i designer giapponesi Yohji Yamamoto e Commes des Garcon. Kamitsis ha collegato quel cambiamento anche alla stagione delle top model, citando Cindy Crawford, Imam ed Elle Macpherson: personalità molto forti che avrebbero favorito una reazione verso un modo più controllato e distaccato di presentare gli abiti.

Da allora lo sguardo serio è diventato uno degli elementi più riconoscibili delle passerelle. Anche quando le creazioni sono eccentriche o sorprendenti, il compito della modella resta quello di accompagnarle senza rubare loro la scena.

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