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Lifestyle 3 min di lettura1 ora fa

La famiglia prima del record: la promessa di Andy Diaz Hernandez

A Trento il triplista azzurro ha raccontato il legame con i suoi cari, la fuga da Cuba, il sogno del primato mondiale e la nuova sfida in pista da ballo.

Per Andy Diaz Hernandez il risultato più importante non si misura in metri né si appende al collo. Al Festival dello sport di Trento, davanti alla madre Milagros, alla nonna e al padre arrivato da pochi giorni in Italia, il triplista ha spiegato che il suo traguardo più grande è riuscire a garantire serenità alla famiglia. Dopo anni di distanza, la presenza dei suoi cari è diventata anche una certezza emotiva per affrontare gare e allenamenti.


La famiglia è la sua vera medaglia

Dal 2021, quando lasciò la delegazione cubana durante uno scalo a Madrid al rientro dai Giochi di Tokyo, Diaz Hernandez ha costruito in Italia una nuova vita. In quel momento non aveva una casa né punti di riferimento, ma l’ex triplista Fabrizio Donato lo accolse e divenne per lui una figura quasi paterna. Anche il sostegno della Guardia di Finanza gli ha permesso di continuare a prepararsi.

«La mia medaglia più importante è aiutare la mia famiglia e restituire ciò che ha fatto per me», ha raccontato l’atleta durante l’incontro. La madre vive in Italia da anni, la nonna l’ha raggiunta da qualche mese e il padre è arrivato recentemente; ora il desiderio è riunire anche zii, cugini e l’altra nonna. Diaz Hernandez ha spiegato di essere stato separato dai suoi cari per cinque anni e di non sapere quando potrà tornare a Cuba.

Milagros, che oggi gestisce una pescheria a Roma, nella zona di Ponte Milvio, ha descritto il figlio come un bambino allegro, socievole e molto competitivo. Lo portò a praticare sport, anche se avrebbe preferito vederlo interessato all’arte e alla cultura. Ricordando il suo carattere fin da piccolo, ha detto: «È il mio eroe».


Il primato resta nel mirino

La famiglia non ha però oscurato l’obiettivo sportivo. Il portacolori azzurro, che gareggia per l’Italia da Parigi 2024, è a 14 centimetri dal primato mondiale di Jonathan Edwards, stabilito più di trent’anni fa. Agli Europei di Birmingham ha raggiunto 18 metri e 15, al termine di una stagione nella quale sentiva di avere energia e condizioni per puntare ancora più in alto.

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Il principale rivale è Pedro Pichardo, triplista cubano che compete per il Portogallo e che ha già superato più volte la barriera dei 18 metri. Diaz Hernandez considera il confronto uno stimolo decisivo: affrontarlo, ha spiegato, lo costringe a esprimere tutte le proprie capacità. Sul record ha poi lanciato una promessa precisa: «Mi sto allenando per riuscirci. Avete la mia parola».


Una nuova gara da imparare

In questa fase della sua carriera l’atleta è impegnato anche in Ballando con le stelle. Durante le vacanze ha alternato la preparazione atletica al lavoro sulle coreografie, scoprendo quanto siano differenti una pista da ballo e quella dell’atletica. La salsa gli era sembrata semplice nella prima puntata, ma le lezioni successive gli hanno fatto conoscere movimenti e dolori completamente nuovi.

La difficoltà, ha spiegato, non riguarda soltanto il ritmo: deve imparare a girare, cambiare direzione e controllare il corpo in modo diverso da quanto accade nel salto. La sua insegnante viene descritta come molto preparata e severa, persino più esigente di Fabrizio Donato. Terminata questa parentesi televisiva, l’allenamento tornerà centrale, insieme al progetto di portare in Italia il maggior numero possibile di familiari.

Per Diaz Hernandez, infatti, l’integrazione e la carriera sportiva restano legate allo stesso obiettivo: creare per i suoi cari un ambiente stabile, senza il timore che a Cuba possa mancare loro qualcosa. È il motivo per cui ha lasciato l’isola e quello che ancora oggi orienta ogni sua scelta, dentro e fuori dalla pedana.

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