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Lifestyle 3 min di lettura2 giorni fa

La casa non basta più: il ritorno intimo di Clara Sánchez

In “La stanza delle verità” la scrittrice spagnola trasforma una villa alle porte di Madrid nel rifugio fragile di una donna costretta a guardare oltre se stessa.

Per Nuria la salvezza sembra inizialmente avere un indirizzo preciso: una piccola villa vicino a Madrid, con un giardino da curare e ogni dettaglio sotto controllo. Ma il riparo che la protagonista de “La stanza delle verità” si è costruita non riesce a tenere fuori ciò da cui cerca di difendersi. Nel nuovo romanzo Clara Sánchez racconta una donna arrivata a metà della vita e, insieme a lei, esplora paure, solitudine e bisogno di ricominciare.


Nuria cerca ordine nel rifugio

Dopo aver perso il lavoro al giornale e aver attraversato momenti di forte ansia durante la presentazione dei suoi libri, Nuria sceglie di restringere il proprio mondo. La sua “casetta” diventa così il centro di ogni attenzione: piante, arredamento, alberi, stoviglie e tessuti vengono osservati e sistemati con cura quasi meticolosa.

Anche la famiglia si è allontanata dal suo quotidiano. Cris, il figlio che ama profondamente, vive all’estero e insegue il progetto di diventare astronauta, una passione nata anche dall’educazione ricevuta dalla madre. Il matrimonio, invece, è ormai privo di calore e l’eventualità di un’amante non sembra scuoterla più di tanto. Dentro la casa Nuria trova una sensazione di dominio che il resto della vita non le concede.


Il passato torna oltre le mura

Quel controllo, però, non coincide con una pace definitiva. La protagonista vorrebbe lasciarsi alle spalle il tradimento del marito, i sensi di colpa legati al figlio e l’incertezza che ha accompagnato il suo lavoro. Eppure gli avvenimenti continuano a raggiungerla: Cris torna con una fidanzata dallo stile hippie e poi riparte verso una nuova esperienza, mentre il mondo esterno riaffaccia le proprie imprevedibili richieste.

Per Clara Sánchez, il ritiro di Nuria rappresenta una fase necessaria, non una soluzione permanente. La scrittrice descrive la vita come qualcosa capace di trovare sempre un passaggio per entrare, anche quando si prova a chiudere ogni varco. La casa può dunque offrire respiro e introspezione, ma non cancellare ciò che chiede di essere affrontato.

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Sánchez si riconosce nella protagonista

Nuria è anche il punto del romanzo in cui l’autrice ha scelto di esporsi maggiormente. Intervistata sul rapporto con il personaggio, Sánchez ha sintetizzato così la vicinanza tra loro: «Nuria sono io». Ha spiegato che nel libro sono confluite parti della sua esperienza di scrittrice, donna, madre e moglie, in un testo nato rapidamente e scritto a mano con una stilografica ricevuta dal marito.

La scrittrice spagnola, molto amata anche dal pubblico italiano, ha venduto due milioni di copie dei suoi romanzi, a partire da “Il profumo delle foglie di limone”. “La stanza delle verità”, pubblicato da Garzanti, conta 224 pagine e viene proposto al prezzo di 18 euro.


La distanza per vedere meglio

Come Nuria, anche Sánchez racconta di aver vissuto periodi in cui sembrava venire meno la spinta a narrare. Con il tempo, ha detto, età e maturità le hanno dato una libertà diversa: non ritiene più che la sofferenza personale possieda il potere di risolvere i problemi o di modificare i sentimenti degli altri.

La chiave di questo cambiamento, secondo l’autrice, è la distanza. Non una forma di freddezza, ma una posizione che permette di ampliare il campo visivo e comprendere meglio ciò che accade. Nel romanzo Nuria tenta di raggiungere quella prospettiva proprio attraverso la sua casa, prima che la realtà torni a reclamare spazio.

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