Judi Dench, la vista si spegne al centro: cosa sappiamo
La degenerazione maculare legata all’età ha progressivamente limitato la vita e il lavoro dell’attrice britannica, che oggi non riesce più a leggere né a recitare.
Per le forme più avanzate della maculopatia senile secca le possibilità terapeutiche restano contenute e la ricerca scientifica è ancora in corso. Nei casi iniziali e intermedi possono essere indicati integratori con luteina, zeaxantina, vitamine e sostanze antiossidanti, ma la gestione della malattia dipende dalla sua forma e dalla fase raggiunta.
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La diagnosi richiede esami mirati
L’accertamento parte dall’osservazione del fondo oculare e può includere strumenti come la tomografia a coerenza ottica, conosciuta con la sigla OCT, e la fluorangiografia. Questi esami consentono di valutare i danni alla retina e di distinguere le diverse manifestazioni della patologia.
Quando è presente la forma umida, il trattamento più utilizzato prevede iniezioni intraoculari di farmaci antiangiogenici. Il loro obiettivo è frenare la proliferazione dei vasi sanguigni anomali; intervenire rapidamente aumenta le possibilità di preservare la vista.
Età e abitudini incidono sul rischio
La probabilità di sviluppare la degenerazione maculare cresce soprattutto dopo i 55 anni e aumenta ulteriormente oltre i 65. Secondo la Fondazione G.B. Bietti, in Italia circa un milione di persone mostra già i primi segni della malattia, che colpisce più spesso le donne ed è considerata una delle principali cause di perdita visiva grave e permanente nelle età più avanzate.
Il fumo può triplicare il rischio, mentre la presenza della patologia tra i familiari consanguinei può quadruplicarlo. Sono inoltre associati ipertensione, consumo di alcol, esposizione ai raggi solari e una dieta povera di frutta e verdura ma ricca di grassi. Non esiste tuttavia una causa unica già definita. Per diminuire i fattori modificabili, gli specialisti raccomandano di non fumare, proteggere gli occhi dalla luce solare, controllare pressione e colesterolo e seguire un’alimentazione più equilibrata.
Due forme, sintomi molto diversi
La variante secca, detta anche atrofica, è la più diffusa. Il deterioramento delle cellule retiniche sensibili alla luce procede generalmente in modo lento e può rendere le immagini meno nitide o alterarne la forma. La variante umida, o neovascolare, è meno comune ma tende a essere più aggressiva: nuovi vasi fragili possono sollevare o danneggiare la retina, causando un calo rapido della visione centrale.
All’inizio la maculopatia può non dare segnali evidenti. In seguito possono apparire una macchia scura al centro del campo visivo, immagini deformate e difficoltà nelle attività da vicino, soprattutto durante la lettura. Un controllo preliminare è il reticolo di Amsler: osservandolo a circa 30 centimetri, prima con un occhio e poi con l’altro, eventuali linee ondulate, spezzate o irregolari devono spingere a rivolgersi senza ritardi a un oculista.
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Cosa ha perso Judi Dench
Il danno riguarda soprattutto la macula, la porzione della retina che permette di distinguere i particolari. Per questo la visione periferica può rimanere attiva, mentre diventano difficili il riconoscimento dei volti, la lettura, la guida o l’identificazione degli oggetti: si possono cogliere le sagome, ma non necessariamente i tratti.
Judi Dench ha raccontato che oggi può confondere una persona con un’altra e arrivare a salutarla con «un quasi abbraccio», salvo poi rendersi conto dell’errore e scusarsi. Non ha visto i giacinti selvatici che, le è stato riferito, erano particolarmente belli durante l’estate; degli alberi vicino a lei riesce invece a percepire la presenza, aiutata dai ricordi e da ciò che ancora riesce a intuire.
Una carriera fermata dalla malattia
L’attrice ha interpretato personaggi come Giulietta, Lady Macbeth e Cleopatra in teatro. Sul grande schermo ha vestito i panni della regina Elisabetta I in Shakespeare in Love, parte che le è valsa l’Oscar, e per otto film è stata M nella saga di James Bond.
Il peggioramento, però, ha reso impraticabile il lavoro davanti al pubblico e alle telecamere. Nel 2014 Dench spiegava già di avere problemi con la lettura; nel 2023 raccontava di non riuscire più a vedere con chiarezza durante le produzioni e di affidarsi agli amici per imparare le battute, ripetute più volte. Dall’anno scorso, inoltre, non esce più da sola per il timore di cadere o di urtare ostacoli.
La diagnosi di degenerazione maculare legata all’età risale al 2012. A 91 anni, il 22 ottobre, Dench ne ha parlato a BBC Radio 4, nel programma Today, mentre veniva pubblicato il suo libro di memorie: la difficoltà visiva le impedisce ormai di recitare sia a teatro sia al cinema.
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