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Lifestyle 2 min di lettura19 min fa

Rodari, dai regali negati alla pace: i versi che restano

Dalle filastrocche natalizie al messaggio contro la guerra, un percorso tra i testi più noti e significativi dello scrittore per l’infanzia.

Le filastrocche di Gianni Rodari hanno accompagnato generazioni di bambini, a scuola e in famiglia. Alcune sono diventate immediatamente riconoscibili, mentre altre sono rimaste più nascoste, pur affrontando temi importanti come la povertà, il lavoro, la pace e il rapporto tra genitori e figli.

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Un Natale visto dagli occhi dei bambini

Tra i componimenti dedicati alle feste, “L’albero dei poveri” è probabilmente uno dei più conosciuti. Rodari parte dall’immaginazione di un bambino: nella notte di Natale, ai piedi del letto compare un piccolo albero carico di giocattoli, tra bambole, trenini, orsacchiotti e un cavallo pronto a saltare.

Il sogno, però, si spezza al risveglio. Nella stanza non c’è nessun albero decorato: sui vetri sono comparsi soltanto i fiori del gelo. Il finale restituisce così il contrasto tra desiderio e realtà, trasformando una filastrocca natalizia in una riflessione sulla povertà e sulle disuguaglianze.


La Pasqua diventa un appello

Anche “Dall’uovo di Pasqua” utilizza un’immagine semplice e familiare per trasmettere un messaggio più ampio. Dal guscio esce un pulcino di gesso dai colori insoliti, incaricato di mettersi in viaggio attraverso paesi e città.

Il suo annuncio è rivolto a tutti e chiede di scegliere la pace, rifiutando la guerra. Il testo mostra uno dei tratti più riconoscibili della scrittura di Rodari: affidare a un personaggio fantastico una domanda concreta e comprensibile anche ai lettori più piccoli.

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Il papà lontano dalla passeggiata

In “Passeggiata domenicale”, Rodari racconta una scena ambientata per le strade di Roma. Il protagonista osserva le persone riunite nelle piazze, tra il gelato, la fontana e il concerto, ma la descrizione prende presto una direzione diversa da quella di una semplice gita festiva.

Mentre le famiglie si godono il tempo libero, il padre è assente perché costretto a lavorare anche la domenica. La conclusione introduce con ironia il tema dell’economia domestica e mostra il peso degli straordinari sulla vita familiare.


La guerra tra le cose da evitare

La “Poesia sulla pace” procede attraverso le azioni quotidiane dei bambini e degli adulti: lavarsi, studiare, giocare, apparecchiare, dormire e sognare. L’elenco crea un ritmo semplice, vicino alla lingua parlata e facile da ricordare.

Nella parte finale arriva il divieto più netto: ci sono comportamenti da non compiere mai, in nessun momento e in nessun luogo. Tra questi c’è la guerra, presentata come l’opposto delle attività normali che costruiscono ogni giornata. È una lezione essenziale, ma proprio per questo ancora efficace.

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