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Lifestyle 3 min di lettura10 ore fa

Jenny De Nucci e il corpo che cambia: la diagnosi che nessuno vedeva

L’attrice ha raccontato sui social mesi di dubbi, visite e commenti ricevuti prima di scoprire la tiroidite di Hashimoto.

«Vi lascio immaginare che cosa vuol dire leggere determinate cose sul tuo fisico quando nemmeno tu sai che cosa sta succedendo al tuo corpo. Non lo auguro a nessuno, assolutamente». Con queste parole Jenny De Nucci ha descritto il peso emotivo dell’ultimo anno, segnato da un cambiamento fisico difficile da comprendere e da giudizi arrivati dall’esterno.

L’attrice, 26 anni, ha spiegato di aver attraversato una lunga fase di incertezza prima di arrivare a una risposta. Le visite mediche si sono susseguite, accompagnate da ipotesi differenti, fino all’individuazione della tiroidite di Hashimoto, una patologia autoimmune che interessa la tiroide.


I segnali possono restare nascosti

La malattia può procedere senza sintomi evidenti per molto tempo. Quando la funzionalità della ghiandola comincia a ridursi, però, possono comparire stanchezza e sonnolenza che persistono, aumento di peso, freddolosità, secchezza della pelle, capelli più fragili o soggetti a caduta e problemi di stitichezza.

Tra le possibili manifestazioni rientrano anche difficoltà di memoria e concentrazione, umore depresso, debolezza muscolare e irregolarità del ciclo mestruale. In alcune circostanze la tiroide può ingrossarsi e provocare il gozzo. Poiché molti di questi segnali sono generici, possono essere scambiati per conseguenze dello stress o di un periodo particolarmente impegnativo.


Il messaggio contro i giudizi

Nel suo racconto, De Nucci ha messo in evidenza anche la sofferenza provocata dai commenti sul suo aspetto. Ha ricordato di essersi trovata a osservare un corpo diverso pur senza aver modificato le proprie abitudini, mentre intorno a lei arrivavano osservazioni di vario tipo.

«Non commentate i corpi, non sapete cosa stanno passando», ha scritto l’attrice. Un cambiamento sulla bilancia, infatti, non permette di dedurre automaticamente quali siano le abitudini, l’alimentazione o la volontà di una persona: può anche essere legato a una condizione di salute ancora da identificare.


Che cosa accade alla tiroide

La tiroidite di Hashimoto nasce da un errore del sistema immunitario, che finisce per colpire la tiroide invece di limitarsi a difendere l’organismo da virus e batteri. L’attacco alimenta un’infiammazione persistente e, con il tempo, può compromettere la capacità della ghiandola di produrre gli ormoni necessari.

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Situata nella parte anteriore del collo, la tiroide contribuisce alla regolazione del metabolismo e di numerose funzioni corporee. Non tutte le persone sviluppano subito l’ipotiroidismo e la diagnosi richiede la valutazione del medico insieme agli esami del sangue, soprattutto quando i disturbi non sono chiaramente riconducibili a una sola causa.


Peso, genere ed età non bastano

Quando compare l’ipotiroidismo, il rallentamento del metabolismo può favorire un incremento del peso. Una parte della variazione, secondo l’American Thyroid Association, può dipendere anche dalla ritenzione di acqua e sale; l’entità del cambiamento è diversa da persona a persona e dipende dalla severità della ridotta attività tiroidea.

Non ogni aumento di peso, tuttavia, è spiegato dalla tiroide. Il rapporto tra funzione della ghiandola e peso corporeo coinvolge più elementi e non può essere valutato senza un inquadramento clinico.

La tiroidite di Hashimoto è osservata soprattutto nella popolazione femminile e può comparire in momenti diversi della vita, con una frequenza che tende a crescere negli anni. Le malattie autoimmuni tiroidee possono inoltre accompagnarsi ad altre condizioni, tra cui celiachia, diabete di tipo 1 e artrite reumatoide.

La maggiore diffusione tra le donne non esclude gli uomini né le persone giovani. La vicenda raccontata da Jenny De Nucci richiama quindi sia l’importanza di verificare i cambiamenti persistenti con un medico sia la necessità di evitare valutazioni sul corpo altrui, soprattutto quando non si conosce ciò che c’è dietro.

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