Il vuoto di Matthew Perry: 7 milioni per uscire dalla dipendenza
La sorella Mia racconta nel documentario Netflix il dolore privato dell’attore, tra quindici percorsi di riabilitazione, migliaia di incontri e una lunga battaglia contro le dipendenze.
Sette milioni di dollari spesi per tentare di liberarsi dalle dipendenze, quindici percorsi di riabilitazione e circa seimila incontri degli Alcolisti Anonimi: sono alcuni dei numeri che descrivono la battaglia personale di Matthew Perry. A raccontarli è la sorella Mia, psicoterapeuta, nel documentario Netflix The One About Matthew Perry.
La produzione ripercorre la vita dell’attore attraverso le testimonianze di familiari e amici, concentrandosi anche sugli aspetti più fragili della sua esistenza. Perry, conosciuto in tutto il mondo per il ruolo di Chandler Bing nella serie Friends, è morto il 29 ottobre 2023, a 54 anni, nella vasca idromassaggio della sua abitazione di Los Angeles.
La sorella racconta il dolore nascosto
Mia interviene pubblicamente per la prima volta dalla scomparsa del fratello. Nel filmato promozionale descrive una vicenda segnata dall’alternanza tra momenti comici e passaggi drammatici, prima di soffermarsi sulla sofferenza che Perry portava dentro di sé: «Mio fratello parlava spesso di quella sensazione di vuoto e solitudine che non riusciva a colmare del tutto».
La donna spiega inoltre che il denaro investito nei tentativi di disintossicazione dimostra quanto l’attore considerasse grave la propria condizione. Perry ha affrontato problemi legati all’alcol, agli oppioidi e alla ketamina, sottoponendosi negli anni a numerosi trattamenti e cercando un percorso stabile per interrompere il consumo delle sostanze.
Oltre Chandler, la persona Matthew
Nel documentario Mia invita a non identificare il fratello soltanto con il personaggio televisivo che lo ha reso celebre né con la sua dipendenza. Nel messaggio diffuso insieme al progetto ricorda un uomo generoso, capace di far ridere e di trasmettere affetto anche durante i periodi più difficili. La sorella racconta di aver avuto bisogno di tempo prima di riuscire a condividere il peso e la complessità di quel rapporto.
La serie recupera anche la voce di Perry da una vecchia intervista. L’attore spiegava che il successo ottenuto con Friends lo aveva reso inizialmente felicissimo, ma che la fama non aveva risolto il malessere interiore: «Ero estremamente felice quando sono diventato famoso. Poi ho capito che non aveva sistemato ciò che avevo dentro».
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Il ricovero che sembrò fatale
Perry aveva parlato apertamente delle sue dipendenze nel libro autobiografico pubblicato nel 2022, Friends, Lovers and the Big Terrible Thing. In quelle pagine aveva raccontato anche l’emergenza medica affrontata a 49 anni, quando l’abuso di oppioidi provocò la perforazione del colon.
Dopo quell’episodio trascorse due settimane in coma e cinque mesi in ospedale. Per i nove mesi successivi dovette utilizzare una sacca per la colostomia; secondo il suo stesso racconto, i medici avevano attribuito alla sua sopravvivenza una possibilità appena del 2 per cento.
L’ultima battaglia dell’attore
L’autopsia ha stabilito che Perry è annegato dopo avere assunto una quantità letale di ketamina. La sua morte ha riportato l’attenzione su una lotta che l’attore aveva provato a rendere pubblica, anche per aiutare chi affrontava problemi simili.
The One About Matthew Perry prova ora a ricostruire quella storia senza fermarsi alla fama o alla tragedia finale. Attraverso i ricordi delle persone che gli sono state vicine, il documentario presenta il ritratto di un uomo segnato dalla dipendenza, ma anche da legami affettivi, ironia e desiderio di restare libero dai propri demoni.
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