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Lifestyle 5 min di lettura30 set

Il lusso cambia ritmo: le mete italiane dove il tempo vale di più

Dai borghi alle isole, cresce la ricerca di soggiorni autentici, riservati e legati al territorio: ecco perché l’Italia può guidare la nuova stagione del turismo di fascia alta.

«Il viaggiatore di lusso di oggi cerca qualcosa di diverso»: Ron Pohl, presidente di WorldHotels, riassume così la trasformazione in corso nel turismo di fascia alta. Il valore di una vacanza non dipende più soltanto dalla destinazione o dal prezzo, ma dalla possibilità di stabilire un rapporto autentico con il luogo, la sua cultura e le persone che lo abitano.

L’Italia, secondo Pohl, dispone di condizioni particolarmente favorevoli per interpretare questo cambiamento: nello stesso itinerario può offrire città d’arte, coste animate, campagne appartate e piccoli centri ricchi di tradizioni. L’obiettivo non è rinunciare al comfort, bensì combinarlo con ritmi più distesi e incontri meno standardizzati.


Il nuovo lusso cerca autenticità

Il termine “slowxury” descrive proprio questa sintesi tra esclusività e lentezza. Al centro non ci sono più soltanto alberghi prestigiosi, ristoranti rinomati o immagini da condividere, ma la qualità del tempo trascorso e il legame con l’ambiente circostante.

La formula può tradursi in esperienze molto diverse: dormire in una struttura di charme, visitare un mercato insieme a un produttore, partecipare a un laboratorio artigiano o alternare un trattamento benessere a un’attività legata alle tradizioni locali. È una visione vicina a quella del lusso discreto, che privilegia materiali, cura e sobrietà rispetto all’esibizione.

Un’indagine internazionale condotta su più di 5.000 viaggiatori mostra che il 52% della Generazione Z e il 47% dei Millennial preferisce destinare il proprio budget a esperienze personalizzate e fortemente legate al territorio, invece di concentrarsi su voli costosi, acquisti e ristoranti. Nel rapporto “The New Luxury Travel Playbook”, inoltre, il comfort risulta la priorità per il 34% dei viaggiatori di fascia alta.


Viaggiare lontano dalla folla

La ricerca di luoghi tranquilli sta accompagnando la crescita del turismo lento. Il comparto vale già oltre 106 miliardi di euro e, mantenendo un incremento medio annuo del 12%, potrebbe sfiorare i 239 miliardi di euro entro il 2033, con un aumento complessivo del 125%.

Anche altri indicatori confermano la tendenza. Nella prima metà del 2026 la spesa di viaggio della Generazione Z è cresciuta dell’8,5%, mentre un’analisi realizzata su 22.000 persone da Skyscanner evidenzia che più di un viaggiatore su tre cerca attivamente destinazioni meno affollate. In Europa, la quota attribuita al turismo lento è salita dal 22% al 26% secondo la European Travel Commission.

Per il prossimo anno, il “Luxe Report 2026” individua nel controllo dei flussi una delle priorità del turismo di alta gamma. La libertà di esplorare senza dover fare i conti con l’eccessiva concentrazione di visitatori diventa così una componente del lusso, al pari della privacy e dell’assistenza personalizzata.

I dati italiani vanno nella stessa direzione. Nei comuni con meno di 5.000 abitanti sono previsti nel 2026 oltre 21,3 milioni di arrivi, il 5,3% in più rispetto al 2025, e quasi 80 milioni di pernottamenti, con una crescita del 6,9%. La permanenza media dovrebbe restare di 3,7 giorni, mentre la spesa stimata è di circa 760 euro per soggiorno. Nelle località montane, gli arrivi sono invece aumentati del 14,4% secondo l’Osservatorio Italiano JFC della Montagna Estiva.


Dieci luoghi per rallentare

Tra le destinazioni italiane più adatte a questa filosofia c’è San Martino di Castrozza, in Trentino-Alto Adige. Le Pale di San Martino, i boschi e la cucina alpina costruiscono un’esperienza basata su silenzio e spazio; l’Hotel Cima Rosetta aggiunge un’accoglienza dal carattere montano.

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A Venezia il volto più appartato della città si scopre nelle prime ore del giorno, quando calli e campielli sono meno frequentati. L’Hotel Savoia e Jolanda, sul bacino di San Marco, può diventare il punto di partenza per vivere la laguna con maggiore calma. Anche Milano propone una dimensione meno frenetica tra Brera, i Navigli, i parchi cittadini e una ristorazione in continua evoluzione; tra gli indirizzi citati figurano Casati 18, Collini Rooms e Matilde Boutique Hotel.

Le Langhe uniscono colline vitate riconosciute dall’UNESCO, borghi in pietra, cantine storiche, degustazioni e tartufi. In Liguria, Camogli offre case colorate, piccoli approdi e percorsi panoramici; il Sublimis Boutique Hotel guarda sul golfo e punta su riservatezza e rapporto con il paesaggio.

Il territorio modenese amplia il quadro con acetaie, cantine e abitazioni rurali immerse nel verde. Villa la Personala propone un soggiorno in campagna, lontano dai centri più congestionati. Nei dintorni di Firenze, invece, arte, colline e vino possono essere esplorati senza comprimere le giornate: l’Hotel Mulino, ricavato da un edificio storico, interpreta questa combinazione tra natura e memoria.

Nel cuore dell’Umbria, la Valnerina riunisce abbazie, boschi, borghi, cammini e specialità legate al tartufo. La Valle d’Itria, con Ostuni, i trulli, i muretti a secco e gli ulivi secolari, propone un paesaggio rurale che si presta a soggiorni nelle masserie e a visite ai centri bianchi affacciati tra Adriatico e Ionio.

Procida completa la selezione con un’atmosfera raccolta, fatta di case dai colori pastello, orti e porticcioli. L’isola, Capitale italiana della cultura 2022, ospita il Procida Camp & Resort Ciraccio e il Procida Camp & Resort La Caravella, strutture all’aperto con tende di design e vista sul golfo di Napoli.


Esperienze più importanti del soggiorno

Il lusso lento non si esaurisce nella scelta dell’albergo. Una delle attività proposte consiste nel condividere un pranzo o una cena in una casa privata, utilizzando prodotti locali e ascoltando il racconto delle consuetudini familiari.

A Gyumri, capitale culturale dell’Armenia, l’Aivazovsky Congress Hotel & Spa viene indicato come base per conoscere l’ospitalità del posto e vivere un momento di scambio diretto. L’esperienza mostra il principio dello slowxury: la componente esclusiva non deriva soltanto dall’ambiente, ma dalla possibilità di accedere a una dimensione quotidiana normalmente estranea ai percorsi turistici più convenzionali.

Per Pohl, questa evoluzione non rappresenta una moda passeggera. Entro il 2027, sostiene il presidente di WorldHotels, il rapporto tra ospitalità di alto livello, autenticità e connessione con il territorio sarà ormai stabilmente inserito nell’offerta principale del turismo di lusso.

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