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Lifestyle 3 min di lettura4 ore fa

Il lusso cambia pelle: la sfilata che sfida l’élite a Parigi

Streaming gratuito, sostegno ai rifugiati LGBTQIA+ e novantanove modelle e modelli di colore: il progetto di Matières Fécales riporta la politica al centro della moda.

La forza di Matières Fécales non si misura soltanto nell’impatto visivo delle sue collezioni. Il marchio ha messo in discussione le regole del lusso anche sul piano economico e sociale, offrendo alla cittadinanza una trasmissione gratuita dell’evento e destinando una quota degli incassi ai rifugiati LGBTQIA+ presenti in Francia.

Questa scelta sostiene un’idea di moda basata sulla partecipazione, non sulla distanza tra passerella e pubblico. In un momento in cui molte maison storiche cercano un nuovo rapporto con le persone, il duo formato da Hannah Rose Dalton e Steven Raj Bhaskaran prova a trasformare la propria radicalità in una precisa strategia di mercato.


Una passerella costruita sulla memoria

Il progetto ha avuto al centro la vicenda personale di Bhaskaran, cresciuto a Montréal insieme alla madre e alla sorella in una situazione segnata da ristrettezze economiche e occupazioni instabili. A rappresentare quella storia sono stati novantanove modelli di colore, chiamati a dare un volto alla maggioranza spesso esclusa dai racconti dominanti.

La performance si è aperta con la presenza della famiglia dello stilista: al suo fianco hanno camminato la madre Grace, la sorella Shandeal e la nipotina. «Se l’uno per cento rappresentava i cattivi, il novantanove per cento nella nostra storia racchiude gli eroi», ha spiegato Bhaskaran, collegando il ricordo dell’infanzia a un messaggio di riscatto collettivo.


Dalla provocazione alla tecnica

Dietro l’immagine più esplicita della sfilata c’era una costruzione sartoriale articolata in tre passaggi. Le prime uscite hanno puntato su forme chiare, panneggi morbidi e volumi ispirati al sari indiano e alle tuniche della tradizione, mostrando un lato più misurato della collezione Primavera-Estate 2027.

Il registro è poi diventato punk, con giacche di pelle dall’aspetto consumato, denim strappato, piercing sul viso e una maglietta con la scritta «Resisti», indossata insieme a un velo. Nella parte conclusiva, corsetti realizzati con cotone grezzo tessuto a mano in Burkina Faso hanno incontrato abiti da sera ottenuti da sari ricamati a Varanasi.

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Il messaggio arriva nel cuore di Parigi

A Place de la République, sotto la statua di Marianne, l’ultima immagine ha condensato l’intera narrazione: una modella in abito dorato portava sulla schiena i manichini di due uomini d’affari. Il gesto ribaltava il consueto rapporto tra potere economico, corpi e rappresentazione.

L’evento, intitolato The Ninety Nine Percent, ha riunito figure del mondo dei club, attivisti e celebrità come Rihanna. La scelta di aprire la sfilata alla città ha riportato al centro della Settimana della moda di Parigi la possibilità che un défilé sia anche un manifesto politico e culturale.


Un’identità nata dalla rottura

Matières Fécales è stato fondato a Montréal nel 2015. Il nome, traducibile come “materia fecale”, nasce come provocazione contro l’ipocrisia attribuita al consumismo senza limiti e anticipa l’estetica scura, mutante e post-umana che ha definito il percorso dei due designer.

Tra i loro elementi più riconoscibili figurano le Skin Heels, calzature in silicone pensate come estensioni deformate del corpo, e il trucco dai tratti alieni, capace di alterare radicalmente i lineamenti. Questa ricerca ha attirato l’attenzione di Demi Moore e Zendaya, dimostrando che una bellezza volutamente disturbante può entrare in dialogo con l’alta moda senza perdere la propria identità.

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