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Lifestyle 3 min di lettura3 giorni fa

Graziano Rossi e il gesto che attende ancora dai figli

In una lettera aperta, il padre di Valentino torna sulla lunga disputa familiare e chiede un incontro lontano da accuse, denaro e tribunali.

Un gesto semplice, ma mai arrivato: è questo il punto centrale della lettera con cui Graziano Rossi si rivolge ai figli dopo anni di tensioni e procedimenti giudiziari. Il padre di Valentino ha reagito alle recenti parole di Clara, cantante, che aveva escluso motivazioni economiche alla base della frattura e ribadito l’affetto per il genitore.


La porta resta ancora aperta

Graziano sostiene di non aver mai interrotto davvero il dialogo, pur dicendosi stanco di dover essere sempre lui a riaprire il rapporto. Nella sua ricostruzione, il desiderio di indipendenza espresso dalla figlia sarebbe arrivato troppo tardi rispetto a una vicenda già sfociata in una lunga guerra legale.

«C’è una cosa che vale più di qualsiasi libro, di qualsiasi disco e qualsiasi intervista: il coraggio di guardare negli occhi una persona che abbiamo ferito e dirle semplicemente “Mi dispiace”», scrive il 72enne nella lettera aperta inviata a Il Resto del Carlino. Il riferimento è anche all’autobiografia di Valentino, in uscita, e al nuovo album di Clara.

Il padre del pilota precisa di non contestare la volontà di una persona adulta di costruire la propria autonomia. Tuttavia, si domanda perché quel messaggio non sia stato comunicato circa due anni e mezzo prima, evitando che il confronto degenerasse in accuse, contestazioni e perizie.


La battaglia finita davanti ai giudici

La frattura riguarda il rapporto tra Graziano, Valentino e la moglie del padre, Ambra Arpino, 55 anni, sposata lo scorso giugno in terze nozze. Non coinvolge invece Francesca Sofia Novello né le figlie di Valentino, Giulietta e Gabriella.

Nel 2024 Valentino aveva ottenuto dal tribunale la nomina ad amministratore di sostegno del padre. Una prima perizia di parte lo descriveva come fragile e in difficoltà nella gestione dei propri interessi, ma il 4 marzo 2025 il tribunale di Pesaro ha revocato l’incarico, riconoscendo a Graziano la piena capacità di intendere e di volere.

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La vicenda è proseguita con la denuncia presentata da Valentino contro Ambra Arpino per circonvenzione d’incapace. L’accusa riguardava una presunta sottrazione di circa 200mila euro; sei mesi più tardi il procedimento è stato archiviato, anche alla luce di altre cinque perizie che hanno confermato la capacità del padre.

Nel quadro della stessa crisi familiare era comparsa anche Clara, che aveva chiesto di continuare a ricevere un assegno mensile di mantenimento da 1500 euro. La richiesta è stata poi ritirata.


Il padre chiede un passo indietro

Nella parte conclusiva della lettera, Graziano separa il piano economico da quello affettivo. A suo giudizio, le parole pronunciate oggi non possono cancellare quanto accaduto durante il contenzioso né sostituire un confronto personale.

«Un padre resta un padre», afferma, ricordando il peso di accuse e insulti subiti nel corso della vicenda. La sua richiesta non riguarda libri, dischi o denaro, ma un incontro diretto capace di riconoscere gli errori e provare a ricominciare.

«Dopo tutto quello che è successo, dopo accuse e insulti, non sarebbe stato più umano, almeno una volta, venire semplicemente alla mia porta? [...] Semplicemente per dire: “Papà, forse abbiamo sbagliato. Proviamo a fare un passo indietro”. Oppure, ancora più semplicemente, per darmi un abbraccio. Quell’abbraccio non è mai arrivato», conclude Graziano Rossi.

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