Golden Boy, Montebello racconta l’incontro con un incel
Il podcast in sei episodi nasce da un’indagine iniziata nei forum e da una cena finita tra disagio e paura.
Valeria Montebello ha trasformato un’indagine sugli incel in Golden Boy, un podcast di sei puntate. Al centro del racconto c’è anche la cena romana con un uomo conosciuto online, un incontro che la giornalista ha vissuto con crescente apprensione.
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La cena dopo i messaggi
Montebello aveva incontrato quell’uomo in un forum italiano dedicato agli incel. Dopo aver usato uno pseudonimo per leggere le conversazioni del gruppo, aveva iniziato a parlare con lui su WhatsApp: l’uomo le raccontava la propria solitudine, i tentativi di modificare il suo aspetto con interventi chirurgici e le idee radicali maturate sui rapporti tra uomini e donne.
La giornalista ha accettato di vederlo a Roma per capire come sarebbe stato il confronto fuori dallo schermo. Durante la cena hanno discusso delle sue convinzioni, del cosiddetto mercato sessuale e delle esperienze personali. In seguito, durante una passeggiata notturna, Montebello ha iniziato a sentirsi vulnerabile. «Mi sono resa conto di aver fatto un passo più lungo di quello che avrei dovuto», ha raccontato parlando di quella sera.
Il contatto diventato insistente
Secondo la giornalista, l’uomo non aveva colto i segnali con cui cercava di concludere la conversazione. Non temeva necessariamente che potesse accadere qualcosa, ma non sapeva come avrebbe reagito a un’interruzione brusca e aveva paura di provocare una situazione imprevedibile.
Dopo l’incontro lui ha insistito per rivederla. Il significato attribuito alla cena sembrava diverso per i due: lui cercava conferme, voleva sapere come veniva percepito e chiedeva indicazioni su come cambiare. Con il passare delle settimane, la comunicazione è diventata troppo pesante e Montebello ha deciso di bloccarlo. «Volevo capire che cosa sarebbe successo dopo», ha spiegato ricordando il motivo per cui ha continuato a seguire quella vicenda.
Dai forum al nuovo podcast
Il primo contatto con il mondo degli incel risale al 2018, quando in Italia il fenomeno era ancora poco conosciuto. L’inchiesta pubblicata allora con il titolo «Gli sfigati uccidono» aveva provocato minacce e persino l’accesso illecito al suo profilo Facebook. Le reazioni, però, non hanno interrotto il lavoro della giornalista.
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Per Montebello non si trattava soltanto di uomini incapaci di costruire una relazione. Nei messaggi aveva osservato una comunità, una lettura del mondo e un risentimento che attribuiva alle donne la responsabilità della propria esclusione sentimentale e sessuale. Le prime tre puntate di Golden Boy ricostruiscono l’esperienza reale; le successive tre ricorrono alla finzione per portare il confronto verso situazioni più ambigue e rischiose.
Le idee condivise dagli incel
La giornalista respinge l’idea che gli incel siano tutti isolati o privi di istruzione. Il fenomeno comprende persone con percorsi diversi e professioni comuni, dagli avvocati agli infermieri: possono vivere una quotidianità ordinaria e, allo stesso tempo, sostenere online posizioni molto radicali.
A unirli, secondo Montebello, sono la convinzione di non poter accedere alla relazione desiderata e l’idea che la colpa appartenga alle donne. Alcuni descrivono la propria condizione come il risultato di un sistema nel quale le donne avrebbero un potere di scelta eccessivo; altri si definiscono esclusi per il proprio aspetto e tentano di modificarlo con operazioni. Quando queste esperienze vengono interpretate come definitive, la frustrazione può trasformarsi in una teoria generale sui rapporti tra i sessi.
Montebello osserva inoltre che alcune formule presenti nei loro messaggi, come l’idea che alle donne piacciano gli uomini aggressivi o che i “troppo buoni” vengano penalizzati, circolano anche nella conversazione quotidiana. Il podcast utilizza dunque una vicenda estrema per interrogarsi sul rifiuto, sulla scelta nelle relazioni e sulle spiegazioni che le persone costruiscono quando qualcosa non va come sperato.
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