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Lifestyle 4 min di lettura30 set

Giornate FAI 2026: 700 tesori nascosti da vedere in due giorni

Il 10 e l’11 ottobre tornano le aperture del FAI tra fabbriche storiche, ville, laboratori, scuole, castelli e borghi normalmente poco accessibili.

Chi vuole partecipare alle Giornate FAI d’Autunno 2026 dovrà verificare in anticipo modalità e orari delle singole aperture. L’iniziativa è aperta a tutti e prevede un’offerta libera, ma per alcuni luoghi è necessaria la prenotazione o l’iscrizione al FAI.

Le visite saranno accompagnate da oltre 9.000 Apprendisti Ciceroni, studenti preparati per illustrare la storia e le caratteristiche degli spazi. Delegazioni e Gruppi FAI locali organizzeranno gli itinerari con l’aiuto di migliaia di volontari; l’elenco aggiornato dei luoghi sarà disponibile sul portale ufficiale della manifestazione.


Nei borghi il patrimonio cambia volto

Tra le proposte ci sono anche percorsi che non ruotano intorno a un unico edificio. A Pennapiedimonte, nel Chietino, il pubblico potrà attraversare un centro abitato costruito sui versanti della Maiella, dove alcune case sono ricavate nella roccia.

A Burgio, nell’entroterra siciliano, l’artigianato locale accompagnerà la visita al Museo delle Mummie. Rogliano, in Calabria, proporrà invece un itinerario nel paese noto come “il paese delle dodici chiese”, con tappe legate agli scalpellini e agli intagliatori, tra il rione di Cuti, una biblioteca e un panificio-museo.


Fabbriche e competenze italiane

Il programma dedica oltre 75 aperture a mestieri, produzioni e saperi che hanno contribuito alla reputazione del lavoro italiano. A Napoli si potrà conoscere il Polo delle Arti Caselli-Palizzi, nato dall’accorpamento di due istituti dedicati alle arti applicate e alla formazione creativa.

In Calabria, a Soveria Mannelli, sarà accessibile il Lanificio Leo, indicato dal FAI come la più antica fabbrica tessile della regione. Nello stesso territorio aprirà anche il museo d’impresa con parco d’arte della casa editrice Rubbettino.

A Lucca l’Atelier Ricci unirà la visita a un palazzo del Seicento alla storia della sartoria artigianale. A Fiorenzuola d’Arda, nel Piacentino, il MAE Museum racconterà invece l’evoluzione della fibra di carbonio e delle tecniche utilizzate per produrla.

A Roma, soltanto su prenotazione, si entrerà nell’Attrezzeria Rancati, laboratorio che realizza oggetti di scena per cinema, teatro e televisione. A Collegno, alle porte di Torino, un percorso immersivo ripercorrerà la vicenda della fabbrica di caramelle Leone 1857.


Dai palazzi storici alle nuove architetture

Milano offrirà due esperienze molto diverse. A CityLife sarà visitabile CityWave, complesso ancora in costruzione progettato da Bjarke Ingels Group: due edifici sono uniti da una grande copertura sospesa a forma di onda, destinata a ospitare oltre 11 mila metri quadrati di pannelli fotovoltaici.

Nella stessa città tornerà accessibile, in via eccezionale, Palazzo Dugnani. L’edificio settecentesco è chiuso da anni e conserva un ciclo di affreschi di Giambattista Tiepolo. A Torino, invece, la Bolla collocata sul tetto del Lingotto sarà riservata agli iscritti al FAI.

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Altre tappe riguarderanno la Chiesa della Sacra Famiglia di Salerno, firmata da Paolo Portoghesi, e le ville realizzate da Jacques Couëlle nel 1968 a Monti Mannu, ad Arzachena. Alle ex Cave di Arcari, a Zovencedo, nel Vicentino, verrà illustrato il progetto di David Chipperfield per convertire l’area in un luogo destinato alla cultura.


Ville, castelli e sedi istituzionali

A Torino aprirà Villa La Tesoriera, residenza barocca immersa nel verde. A Roma sarà possibile visitare Villa Giorgina per gli iscritti FAI, mentre a Firenze Palazzo Gualfonda custodisce una Sala degli Stucchi con decorazioni a grottesche e rilievi riconducibili alla tarda stagione manierista.

Palermo proporrà Palazzo Sclafani, costruito nel Trecento e trasformato nel tempo da dimora nobiliare in ospedale e caserma. A Roma, Palazzo Carpegna ospita dal 1934 l’Accademia Nazionale di San Luca, fondata nel 1593, e conserva le tracce dell’intervento seicentesco di Francesco Borromini.

Sul fronte delle fortificazioni, Gaeta aprirà il Castello Angioino, affacciato sul Golfo e utilizzato in seguito anche come carcere militare. A Matera sarà nuovamente visitabile il Castello Tramontano, edificio raramente accessibile e sottoposto a restauro negli anni passati.


Ricerca, formazione e ambiente

Non ci saranno soltanto monumenti e residenze storiche. Alla Spezia il pubblico potrà salire sulla Nave Alliance, unità scientifica e idro-oceanografica impiegata dalla Marina Militare per il CMRE, il Centro per la ricerca e la sperimentazione marittima della NATO.

A Venezia la Stazione Sperimentale del Vetro mostrerà le attività di ricerca applicata all’industria vetraria, avviate nel 1956. Villa Salvati, a Monte Roberto nelle Marche, ospita una scuola agraria storica impegnata anche nello studio delle conseguenze dei cambiamenti climatici sull’agricoltura.

Il percorso toccherà inoltre il Centro Internazionale Loris Malaguzzi di Reggio Emilia, sede della Fondazione Reggio Children. A Bari gli iscritti al FAI potranno accedere al Rettorato dell’Università degli Studi di Bari, ospitato nello storico Palazzo Ateneo.


Due giornate per scoprire l’Italia nascosta

Le aperture del 10 e dell’11 ottobre coinvolgeranno più di 700 luoghi distribuiti in 350 città. Il pubblico troverà accanto a monumenti conosciuti anche spazi normalmente chiusi, realtà produttive, istituti di ricerca, scuole, botteghe e testimonianze di mestieri tramandati nel tempo.

Il contributo richiesto sarà libero e servirà a sostenere le attività del Fondo per l’Ambiente Italiano nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale. Prima di partire sarà quindi necessario controllare per ogni destinazione eventuali obblighi di prenotazione, limitazioni di accesso e riserva per gli iscritti.

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