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Lifestyle 3 min di lettura30 set

Ginevra Elkann e la Juventus: il profilo dietro la voce sul vertice

Regista, produttrice e presidente della Pinacoteca Agnelli: il percorso della figlia di Margherita Agnelli, tornata al centro dell’attenzione per un’ipotesi poi smentita.

«I miei fratelli sono una presenza importante e rivedo quel legame forte tra i miei figli». In questa frase, affidata a un’intervista a Elle, Ginevra Elkann ha sintetizzato il valore attribuito ai rapporti familiari. Un tema che ricorre anche nei suoi film e che accompagna una biografia divisa tra cinema, arte e appartenenza a una delle famiglie più note dell’imprenditoria italiana.

La sua attività non si limita alla regia. Elkann guida la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli di Torino, dove è conservata la raccolta dei nonni, e fa parte del consiglio di amministrazione di Exor, la società finanziaria della famiglia Agnelli.


Tra famiglia, arte e responsabilità

Nata a Londra il 24 settembre 1979, Ginevra Elkann è la terzogenita di Alain Elkann e Margherita Agnelli, dopo John e Lapo. Ha trascorso l’infanzia e la giovinezza tra Inghilterra, Francia e Brasile, prima di formarsi all’Università Americana di Parigi in comunicazione visiva e di specializzarsi nel cinema alla London Film School.

Il suo ruolo nel mondo dell’arte si affianca dunque a quello svolto nel cinema. Da una parte c’è la gestione di un patrimonio culturale legato ai nonni, dall’altra la scelta di sostenere e realizzare opere rivolte al pubblico. Due percorsi differenti, uniti dall’attenzione per le immagini e per il modo in cui vengono raccontate.


Prima la produzione, poi la regia

L’ingresso nell’industria cinematografica è arrivato attraverso la collaborazione con registi affermati. Elkann ha assistito Bernardo Bertolucci durante la lavorazione de L’assedio, uscito nel 1998, e ha lavorato al reparto video di Anthony Minghella per Il talento di Mr. Ripley, del 1999.

Nel 2010 ha fondato Asmara Films, società che ha sostenuto film come White Shadow di Noaz Deshe e Cloro di Lamberto Sanfelice. In seguito ha partecipato alla nascita di Good Films, impegnata nella distribuzione italiana di titoli come Dallas Buyers Club, The Lobster e Captain Fantastic.


I film e i legami difficili

Il primo lungometraggio diretto da Elkann è Magari, presentato nel 2019 come apertura del Festival di Locarno. Riccardo Scamarcio e Alba Rohrwacher fanno parte del cast di una storia incentrata su tre fratelli, figli di genitori separati e desiderosi di ricomporre un nucleo familiare ormai diviso.

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Il film prende spunto anche dalla memoria personale della regista e osserva il mondo degli adulti attraverso gli occhi dei bambini. Parlando del proprio debutto in un’intervista a Sette nel 2020, Elkann ha spiegato: «Non a caso il mio esordio avviene a quarant’anni, non a venti».

Il secondo lavoro, Te l’avevo detto, è stato mostrato nel 2023 e distribuito nelle sale nel 2024. L’azione si svolge a Roma, durante alcuni giorni di gennaio resi anomali da un’improvvisa ondata di caldo, mentre le tensioni tra i personaggi diventano sempre più evidenti.

Valeria Bruni Tedeschi, Valeria Golino, Greta Scacchi, Danny Huston, Riccardo Scamarcio e Alba Rohrwacher interpretano figure alle prese con dipendenze, bisogno d’affetto e rapporti dai quali è difficile prendere le distanze. Anche in questo caso il racconto procede attraverso più vicende intrecciate.


La vita privata e l’ipotesi Juventus

Ginevra Elkann ha tre figli, Giacomo, Pietro e Marella, avuti dal matrimonio con Giovanni Gaetani dell’Aquila d’Aragona. La coppia si è sposata a Marrakech nel 2009 e si è separata nel 2022. Il rapporto con John e Lapo resta un altro elemento significativo della sua storia personale.

Il suo nome è circolato il 29 settembre come possibile alternativa a Gianluca Ferrero alla presidenza della Juventus. L’ipotesi, però, non ha trovato conferme: Guido Vaciago, direttore di Tuttosport, ha riferito che i contatti diretti con la società hanno escluso la nomina.

Non risultano quindi cambiamenti ufficiali ai vertici del club bianconero. La voce ha comunque riportato l’attenzione su una figura che, al di là del legame con la Juventus e con la famiglia Agnelli, ha costruito il proprio percorso soprattutto tra produzione cinematografica, regia e attività culturale.

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