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Lifestyle 2 min di lettura1 ora fa

Garbatella contro lo smartphone: la banda che riporta tutti in cortile

Nel nuovo libro di Vladimiro Polchi, un gruppo di ragazzi trasforma il cortile della Garbatella in un regno d’avventura dove l’amicizia sfida l’isolamento digitale.

A Roma c’è un luogo in cui gli amici che si perdono dentro lo smartphone non vengono lasciati soli: la Banda del cortile li cerca, suona il citofono e prova a convincerli a tornare a giocare. È questo il cuore di “Webnauti. Alla ricerca di Mary”, il nuovo libro di Vladimiro Polchi, pubblicato da Salani.

La storia nasce dall’osservazione dei figli dell’autore e dei loro compagni, abituati a trascorrere molto tempo insieme nel cortile di un vecchio complesso residenziale della Garbatella. Tra avventure fantastiche e incursioni nel mondo della rete, il romanzo mette al centro il valore delle relazioni vissute lontano dagli schermi.


Il cortile diventa un regno

Il condominio è formato da diverse palazzine degli anni Venti, disposte attorno a uno spazio comune e protette da un muretto in tufo. Al suo interno ci sono pini, brevi rampe di scale, aiuole, sampietrini consumati e automobili parcheggiate negli spazi disponibili: un ambiente imperfetto, ma capace di apparire ai ragazzi come una fortezza.

Oltre quel confine c’è la città, con il traffico, i rumori e i segni della vita quotidiana sui marciapiedi. Nel cortile, invece, i bambini costruiscono una dimensione tutta loro, fatta di giochi, complicità e missioni condivise. Quando qualcuno si allontana perché assorbito dai videogiochi, dalle piattaforme sociali o dal telefono, gli altri provano a riportarlo nel gruppo.


Fantasia per difendere la realtà

“Webnauti. Alla ricerca di Mary” mescola suggestioni da “Alice nel Paese delle Meraviglie”, “Jumanji” e “Viaggio al centro della Terra”. Il risultato è un racconto fantastico ambientato tra il cortile e l’immenso spazio della rete, dove la tecnologia conserva il suo fascino ma non deve prendere il posto della vita concreta.

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Il libro parla così di amicizia, letture, sport e giochi condivisi, senza demonizzare Internet. L’attenzione è rivolta piuttosto all’uso eccessivo del cellulare e al rischio che una realtà virtuale sempre disponibile finisca per assorbire ogni altra esperienza.


Una sfida anche per i genitori

Polchi si muove da anni tra giornalismo, televisione, teatro e narrativa. Questo volume riprende e sviluppa un lavoro nato dieci anni fa insieme ai suoi figli, “Metti via quel cellulare”, una riflessione sul rapporto tra ragazzi, adulti e dispositivi digitali.

Nel testo emerge anche una responsabilità familiare: l’abuso del telefono non dipende necessariamente da una debolezza dei più giovani. A volte, sostiene l’autore, sono gli stessi genitori a non proporre alternative abbastanza coinvolgenti o a rinunciare troppo presto alla fatica educativa. La Banda del cortile, con il suo semplice assalto al citofono, diventa allora il simbolo di una battaglia quotidiana per tornare a stare insieme.

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