Fiorello, Rai 1 cambia ritmo: la sorpresa dopo il Tg1
Dopo 15 anni, Fiorello ha trasformato lo studio del Tg1 in un varietà di pochi minuti, tra ospiti, parodie, un messaggio al Sud e l’annuncio dei nuovi appuntamenti Rai.
Da lunedì 19 ottobre il mondo di Fiorello si allarga con due appuntamenti: La Pennicanza torna su Radio2 e RaiPlay, mentre La Nottatanza debutta su Rai 1 in terza serata. La nuova sigla porta una firma d’eccezione: Mina, presentata come «la cantante italiana più grande di tutti i tempi».
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Due appuntamenti per ripartire
La Pennicanza raggiunge la terza edizione e andrà in onda dal lunedì al venerdì, dalle 13.45 alle 14.30, anche sul canale 202. Il programma sarà disponibile pure in video su RaiPlay, confermando la formula che unisce radio e immagini.
La novità è invece rappresentata da La Nottatanza, prevista sempre dal lunedì al venerdì su Rai 1, nella fascia della terza serata. Il programma proporrà materiali aggiuntivi rispetto all’appuntamento diurno e accompagnerà il ritorno televisivo dello showman dopo l’esperienza di Viva Rai 2!
Il Tg1 diventa un palcoscenico
Il giorno precedente, domenica 18 ottobre, Fiorello aveva già offerto un assaggio del nuovo corso. Per circa dieci minuti, subito dopo l’edizione delle 20 del Tg1, lo studio Rai di Saxa Rubra è stato trasformato in uno spazio da varietà: smoking, musica e corpo di ballo coordinato da Luca Tommassini hanno fatto da cornice a una serata insolita.
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Annalisa ha aperto il segmento modificando il testo di Esibizionista e giocando sull’imminente arrivo del «re del varietà». Poco dopo è comparso TonyPitony, impegnato in una gag costruita intorno alla ricerca di un bagno. Due operai hanno quindi trasportato in studio un volume gigantesco, presentato da Fiorello e Fabrizio Biggio come il regolamento di Ballando con le stelle.
Satira, Sud e futuro della Rai
Tra le gag ha trovato posto anche una parodia di Doc, realizzata attraverso un falso servizio giornalistico con Luca Argentero. Il tono è poi diventato più serio quando Fiorello ha rivolto un pensiero alle persone del Sud Italia impegnate nelle proteste, ricordando che «la luce deve essere accesa anche sul Sud».
Non è mancata una stoccata a Gian Marco Chiocci, direttore del Tg1, al quale è stata attribuita con ironia la responsabilità di aver messo lo studio a disposizione dello spettacolo. La chiusura ha ripreso il tema del Festival di Sanremo 2027 con una telefonata immaginaria di Gigi D’Alessio a Stefano De Martino: nella gag compariva anche la richiesta di riservare quattro stanze ai Maneskin, separate da quelle dei Pooh, dati per assenti.
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