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Lifestyle 2 min di lettura11 min fa

Ovaie, la sorpresa dopo la menopausa: cosa ha rivelato lo studio

La ricerca su 28 donne indica che l’ovaio resta biologicamente attivo anche dopo la fine del ciclo, con cambiamenti legati all’invecchiamento e all’infiammazione.

La menopausa non segna necessariamente la fine dell’attività ovarica. Anche quando il ciclo mestruale è terminato, l’organo continua a modificarsi sul piano biologico: è la conclusione di una ricerca condotta dalla Northwestern University e dal Buck Institute.

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L’ovaio continua a trasformarsi

Il gruppo di lavoro, coordinato da Francesca Duncan e Birgit Schilling, ha analizzato campioni di tessuto ovarico appartenenti a 28 donne in post-menopausa, con età compresa tra 50 e 75 anni. L’obiettivo era misurare le proteine presenti nei tessuti e capire come l’invecchiamento influenzi l’ovaio dopo la scomparsa delle mestruazioni.

I risultati, pubblicati sulla rivista Aging Cell, suggeriscono che l’organo non diventi inattivo. Al contrario, continua a rimodellarsi nel tempo, anche se il suo funzionamento non è più quello dell’età riproduttiva e questa attività può avere effetti differenti a seconda dei processi coinvolti.


Infiammazione e segnali da interpretare

Nelle ovaie esaminate sono stati individuati livelli crescenti di proteine associate all’infiammazione e alla risposta del sistema immunitario. Sono emersi anche indicatori collegati ai meccanismi con cui il tessuto viene costantemente degradato e ricostruito.

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La ricerca ha inoltre rilevato, soprattutto nelle partecipanti intorno ai 60 anni, alcune proteine già associate in precedenza al tumore ovarico. Questo dato, tuttavia, non equivale alla presenza di un cancro né dimostra che fosse in corso una malattia: indica piuttosto che l’invecchiamento fisiologico e i processi oncologici possono condividere alcuni meccanismi biologici.


Una nuova prospettiva sulla menopausa

Lo studio propone quindi di considerare l’ovaio non come un organo passivo dopo la fine del ciclo, ma come una struttura ancora coinvolta nei cambiamenti dell’organismo. La sua attività residua sembra riguardare soprattutto processi cellulari e tissutali, non il ritorno alla funzione riproduttiva.

Le osservazioni offrono una chiave diversa per studiare gli effetti della menopausa e dell’età sul corpo femminile. I risultati descrivono però associazioni biologiche rilevate nei campioni analizzati e non costituiscono, da soli, una diagnosi o la prova di un legame diretto con lo sviluppo di tumori.

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