Dustin Hoffman racconta l’angoscia sul set de Il laureato
L’attore temeva di non meritare il ruolo e di essere sostituito da Mike Nichols durante le riprese
Dustin Hoffman ha definito terribile l’esperienza vissuta durante le riprese de Il laureato, il film del 1967 che cambiò la sua carriera. In un saggio pubblicato da The New Yorker, l’attore, vicino agli 89 anni, ha ricordato le insicurezze provate interpretando Benjamin Braddock.
GioiaPura
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Il dubbio di essere inadatto
Hoffman ha raccontato di essersi sentito fuori posto fin dall’inizio. «Mi sono sentito subito a disagio, indegno», ha scritto riferendosi alla partecipazione al film diretto da Mike Nichols, allora considerato uno dei registi più affermati.
L’attore pensava di non avere il diritto di guidare una pellicola così importante. Temeva inoltre che Nichols fosse irritato con lui perché commetteva errori oppure perché aveva capito di aver scelto l’interprete sbagliato per il ruolo principale.
Un provino accettato con esitazione
Prima ancora dell’audizione, Hoffman non era convinto di voler concorrere per la parte. Aveva letto il romanzo di Charles Webb da cui Nichols stava ricavando il film e riteneva di non corrispondere all’immagine di Benjamin Braddock.
L’attore si chiedeva perché fosse stato preso in considerazione per interpretare un personaggio presentato come il modello del giovane bianco protestante anglosassone, dato il suo aspetto che lui stesso definiva più marcato sul piano etnico. Alla fine accettò di sostenere il provino e ottenne il ruolo.
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I rapporti difficili con Nichols
Nel suo racconto, Hoffman ha descritto Nichols come spesso scontroso durante le riprese. Il regista, secondo l’attore, aveva un atteggiamento molto diverso da quello mostrato nelle prove e più volte gli fece pensare di poter essere licenziato.
Hoffman ha aggiunto che l’irritabilità del regista riguardava l’intera troupe, ma che nei suoi confronti percepiva una durezza particolare. Tra gli episodi ricordati c’è una scena con Katharine Ross: l’attrice doveva schiaffeggiarlo e Nichols fece ripetere l’inquadratura 27 volte. La sequenza, alla fine, non venne inserita nel film.
Il film che cambiò la carriera
Nonostante il disagio, Il laureato segnò una svolta professionale per Hoffman e divenne uno dei titoli più importanti della sua filmografia. Proprio il contrasto tra il successo ottenuto e le paure vissute sul set è al centro del ricordo affidato al saggio.
L’attore ha spiegato che quelle riprese alimentarono le sue insicurezze già dal primo momento, anche se il risultato finale trasformò il film e il personaggio di Benjamin Braddock in riferimenti della cultura cinematografica.
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