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Lifestyle 3 min di lettura8 ore fa

Alessia Marcuzzi racconta i segnali della perimenopausa

La ginecologa Anna Paola Cavalieri spiega sintomi, esami e possibilità di trattamento anche con il ciclo regolare

Alessia Marcuzzi ha affrontato il tema della perimenopausa insieme alla ginecologa Anna Paola Cavalieri. La transizione può cominciare anche dieci anni prima della menopausa, quando le mestruazioni non sono ancora scomparse.

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Quando serve il parere medico

Non occorre attendere l’assenza del ciclo per chiedere un consulto. Insonnia, vampate, sbalzi dell’umore o modifiche delle mestruazioni che compromettono la vita quotidiana meritano una valutazione, anche per escludere cause diverse dalla transizione ormonale.

Un controllo è indicato anche in caso di perdite molto abbondanti, sanguinamenti prolungati o fuori dal periodo mestruale. La diagnosi non si basa necessariamente su un singolo prelievo: secondo Cavalieri, «la perimenopausa si riconosce soprattutto in base alla clinica, ai sintomi. I dosaggi ormonali non ci dicono molto perché possono essere molto variabili».


Come affrontare i disturbi

Per migliorare il benessere quotidiano, la ginecologa suggerisce di partire da sonno regolare, alimentazione equilibrata e movimento. Se i disturbi continuano o diventano difficili da gestire, il medico può prendere in considerazione opzioni ulteriori.

Tra le possibilità rientrano prodotti fitoterapici e, quando appropriato, terapie ormonali. In alcuni casi può essere valutata anche la pillola contraccettiva, che durante la perimenopausa può rispondere sia a esigenze terapeutiche sia alla necessità di evitare una gravidanza. La decisione deve tenere conto della storia clinica, dei possibili rischi e delle preferenze della paziente.


I segnali da osservare

La fase di transizione può manifestarsi con difficoltà ad addormentarsi, irritabilità, variazioni dell’umore, gonfiore, tensione o dolore al seno, mal di testa e una sindrome premestruale più lunga o intensa. Le vampate non sono obbligatorie e spesso non rappresentano il primo campanello d’allarme.

Questi disturbi possono già comparire negli anni fertili, ma durante la perimenopausa possono cambiare frequenza e intensità. La loro presenza, presa singolarmente, non consente però di stabilire l’origine del problema: alterazioni del sonno, cefalea e cambiamenti emotivi possono dipendere anche da altri fattori.

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Ormoni e cambiamenti del ciclo

«La perimenopausa può iniziare fino a dieci anni prima della menopausa», ha spiegato Anna Paola Cavalieri. Non si tratta di un passaggio improvviso: l’attività delle ovaie diventa gradualmente meno prevedibile e la produzione degli ormoni sessuali attraversa variazioni sempre più irregolari.

Il primo ormone a diminuire può essere il progesterone, soprattutto quando l’ovulazione diventa meno costante. Questo può incidere sul sonno e sull’umore; anche gli estrogeni, tuttavia, subiscono oscillazioni rilevanti e contribuiscono alla varietà dei sintomi.

Le vampate e le sudorazioni notturne possono comparire per periodi e poi attenuarsi, proprio perché i livelli di estrogeni non scendono in modo lineare. La menopausa viene definita soltanto dopo dodici mesi consecutivi senza mestruazioni, una volta escluse altre possibili ragioni dell’assenza del ciclo.


Esami e valutazione clinica

Un esame del sangue isolato non indica sempre con precisione a quale punto della transizione si trovi una donna. FSH ed estradiolo, infatti, possono cambiare sensibilmente nel corso della perimenopausa.

Per le donne sane dai 45 anni in avanti, la comparsa recente di vampate associata a variazioni del ciclo consente spesso di orientarsi attraverso i sintomi e la visita. Gli accertamenti possono diventare più utili prima dei 45 anni, quando il quadro è poco chiaro o quando il medico deve verificare la presenza di altre condizioni.

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