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Lifestyle 4 min di lettura1 ora fa

Due mondi, un respiro: Ayane e Battocletti oltre il traguardo

A Trento la cantante reduce da New York e la campionessa europea hanno raccontato sport, musica, famiglia, infortuni e il futuro nella maratona.

La corsa è diventata il punto d’incontro tra due percorsi apparentemente lontani. Al Festival dello Sport di Trento, Malika Ayane e Nadia Battocletti hanno condiviso sul palco dell’auditorium di Santa Chiara esperienze, abitudini e fragilità, scoprendo una sintonia costruita su curiosità, empatia e desiderio di migliorarsi.

La cantante, che ha concluso la maratona di New York nel 2025, considera la corsa un esercizio di ascolto del corpo e della mente. L’atleta trentina, campionessa europea dei 5000 e dei 10mila metri, guarda invece alla maratona come possibile ultimo capitolo della carriera, ma soltanto dopo aver verificato quanto potrà ancora dare in pista.


La maratona resta il grande progetto

Battocletti immagina di passare alla distanza più lunga dopo i Giochi di Los Angeles, dove gareggerà in pista, oppure dopo il 2030. La scelta dipenderà dai risultati e dalla sensazione di aver completato il proprio percorso sulle distanze attuali, sia in allenamento sia nelle competizioni.

Ayane ha raccontato che la maratona di New York è stata «la conquista più sentita di tutta la mia vita». Partita con obiettivi modesti, ha trovato le amiche soltanto negli ultimi 800 metri, dopo avere corso a lungo da sola e aver rischiato di perdersi nei propri pensieri. Per Londra 2027 si è già iscritta, anche se la preparazione è ancora molto indietro; secondo la cantautrice, «la maratona si corre con incoscienza».


Quando l’infortunio diventa una lezione

Per Battocletti anche gli stop possono trasformarsi in strumenti di crescita. Un problema fisico, ha spiegato, può rivelare carichi eccessivi o un lavoro insufficiente sulla forza: individuata la causa, diventa possibile correggere il percorso e tornare più consapevoli.

A Parigi, durante il riscaldamento dei 10mila metri, l’azzurra aveva avvertito una fitta sempre più intensa, dopo non aver avuto problemi né nella batteria né nella finale dei 5000. In gara il dolore si è attenuato dopo tre o quattro giri e l’atleta ha concentrato l’attenzione sulle avversarie; il sostegno della famiglia e della squadra è stato decisivo. Ayane, dal canto suo, ha ricordato l’infortunio che le impedì di partecipare alla maratona di New York del 2024, pochi mesi prima della sua prima tournée teatrale in quattro anni: quella difficoltà le ha imposto di trovare soluzioni nuove e di conoscersi meglio.


Famiglie, calcio e radici comuni

Il confronto ha toccato anche le appartenenze personali. Ayane segue il Milan dal 1984, nonostante sia cresciuta in una famiglia interista e nel quartiere legato a Walter Zenga; Battocletti tifa invece Inter dal 2000, influenzata dal padre e dai ricordi d’infanzia, tra cui un peluche con la sciarpa nerazzurra. La cantante ha indicato Mike Maignan e Luka Modric tra i calciatori che apprezza, mentre l’atleta ha raccontato di aver osservato il mondo del calcio da una prospettiva diversa durante una visita ad Appiano Gentile in aprile.

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Il Marocco rappresenta per entrambe un legame familiare. La madre di Battocletti è nata nel nord-est del Paese ed è la nona figlia; Ayane ha invece una madre milanese e un padre originario di Meknes. Nei ricordi della mezzofondista ci sono pranzi affollati, cugini e zii, oltre al rapporto speciale con una cugina coetanea; la cantante conserva invece l’immagine della nonna che iniziava a impastare il pane alle sei del mattino e di una caffettiera soprannominata “Terminator”.


Il corpo parla anche attraverso il respiro

Per Ayane il collegamento tra voce e corsa passa dalla respirazione. Il controllo del fiato aiuta quando la fatica aumenta, mentre nel canto respirare correttamente è una delle prime competenze da acquisire; la cantante pratica inoltre yoga integrale e la cosiddetta respirazione quadrata, articolata in quattro fasi di uguale durata.

Battocletti ha sottolineato quanto il tempo sia capace di misurare la preparazione e di mostrare quale tipo di atleta si è davvero. A Birmingham, nonostante un percorso di avvicinamento diverso da quello immaginato, ha trovato fiducia proprio grazie al risultato ottenuto. Per entrambe contano i particolari: la cantante ha parlato della necessità di arrivare sul palco con emozione e consapevolezza, mentre l’azzurra ha ricordato che le atlete possono essere rivali in gara e scambiarsi un abbraccio appena superato il traguardo.


A tavola, scelte molto diverse

Anche l’alimentazione ha messo in luce due approcci differenti. Ayane si considera una specialista dei risotti preparati con ciò che trova in frigorifero: tra le sue versioni ci sono quelle ai porcini, allo zafferano marocchino e alla liquirizia. La madre di Battocletti propone invece una combinazione con tartufo, zafferano e taleggio.

Dopo un abbassamento della ferritina legato all’aumento dei carichi e della velocità di allenamento, Battocletti ha inserito nella dieta anche la carne di struzzo. Durante le tournée Ayane ha imparato a concentrare l’alimentazione nella prima parte della giornata e a evitare la cena, così da non accumulare sei chili; la cantante non ama particolarmente i dolci, mentre per l’atleta la rinuncia è più difficile. Entrambe, con strumenti diversi, hanno raccontato quanto il rapporto con il corpo influenzi il rendimento e la continuità.

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