Droni dal mare e allarme in Europa: quanto è reale la minaccia
La vera posta in gioco, più che i danni materiali, sarebbe la reazione collettiva: secondo Oana Zamfir un’azione del genere punterebbe soprattutto a generare panico e a mettere sotto pressione il sostegno europeo all’Ucraina.
L’analista del RUSI, esperta di minacce ibride e sicurezza marittima, ritiene infatti che un attacco di questo tipo servirebbe anche a colpire in modo temporaneo alcune infrastrutture critiche.
Perché lo scenario spaventa davvero
Zamfir, raggiunta a Londra, spiega che nascondere droni di piccole dimensioni su una nave commerciale non è affatto complicato. Per questo, a suo giudizio, l’idea riportata dal quotidiano spagnolo El Mundo non andrebbe liquidata come fantascienza.
Secondo la studiosa, però, il fine principale non sarebbe quello di provocare molte vittime. Il messaggio che Mosca cercherebbe di trasmettere sarebbe piuttosto simbolico: alimentare stanchezza verso il sostegno a Kiev e diffondere insicurezza nelle società europee.
Le cautele italiane e il fronte diplomatico
Sul piano politico, l’Italia ha subito raffreddato i timori. Giovedì 24 settembre Guido Crosetto ha detto: «A noi non risulta», prendendo le distanze dall’allarme circolato sulla stampa spagnola. Nella stessa giornata il ministro della Difesa ha anche precisato su X che la ricostruzione non trova conferme e non serve ad alimentare allarmismi.
Da New York, dove partecipava all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Antonio Tajani ha a sua volta escluso che ci siano basi concrete per parlare di un attacco russo contro l’Europa. Il ministro degli Esteri ha chiarito che non sono arrivate segnalazioni di questo tipo.
Cosa dicono i servizi e quanto è credibile
L’ipotesi di un’azione dal Mediterraneo è rimbalzata in Europa dopo che fonti del governo lituano, secondo quanto pubblicato da El Mundo, avrebbero descritto un piano basato su navi mercantili e droni nascosti in container. La notizia ha trovato spazio rapidamente perché si inserisce nel quadro della guerra ibrida, cioè nella strategia di pressione che non passa necessariamente da un confronto diretto.
Alcuni governi europei sarebbero stati informati dalla CIA del fatto che la Russia starebbe valutando operazioni di questo tipo. Tra i possibili bersagli vengono citate Roma, Milano, Napoli, Palermo, Barcellona, Madrid e Lione.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Portata limitata, effetti soprattutto simbolici
Le caratteristiche tecniche descritte rendono il quadro meno apocalittico di quanto sembri. I droni avrebbero un raggio d’azione fino a 600 chilometri, viaggerebbero a circa 160 chilometri orari e porterebbero un quantitativo di esplosivo capace, al massimo, di causare danni contenuti, come la chiusura di porti e aeroporti o piccoli incendi.
Prima di arrivare su un obiettivo potrebbero restare in volo anche due ore, tempo che lascerebbe margine ai radar e alle difese aeree per intervenire. In altre parole, lo scenario farebbe paura soprattutto per la possibilità di interrompere la normalità e non per la potenza distruttiva degli ordigni descritti.
Un rischio percepito in modo diverso in Europa
Il tema, comunque, si inserisce in una fase in cui gli avvisi dei servizi di intelligence si sono moltiplicati. Sempre il 24 settembre l’intelligence danese ha parlato di una minaccia russa contro i Paesi Nato definendola «basso ma crescente».
Zamfir sottolinea che la percezione cambia molto da un Paese all’altro. Nelle repubbliche baltiche, in Polonia e in parte nel Nord Europa l’allerta è più alta, mentre nel fianco sud dell’Alleanza, Italia e Spagna comprese, il senso di esposizione è spesso più attenuato.
Difese e addestramento: l’Italia si muove già
La risposta, secondo l’analista, passa da monitoraggio e tecnologia. Sensori a terra, dispositivi galleggianti, robot subacquei e sistemi anti-drone sono gli strumenti indicati per ridurre la vulnerabilità di porti e infrastrutture costiere.
L’Italia, intanto, si è già mossa sul piano militare. Tra fine giugno e i primi di luglio ha guidato una task force con Stati Uniti, Croazia, Lettonia e Slovenia per testare sistemi aerei e subacquei senza pilota. A maggio la Marina Militare aveva svolto esercitazioni con simulazioni di ingaggio di droni, mentre nei Paesi Bassi si è tenuta la Technical Interoperability Exercise 26, con 11 Paesi Nato, Ucraina e Australia impegnati su 60 sistemi anti-drone.
Continua a leggere
Chi è Natale Lia, il manager calabrese che si mette alla prova in tv
Dalla Sicilia alla guida di GIAS: il percorso professionale, il ruolo nel programma di Rai 2 e i numeri dell’azienda di surgelati.
Campidoglio, premio a Wanna Marchi e Nobile: perché infuria la rete
Il riconoscimento privato per i libri di Wanna Marchi e Stefania Nobile riaccende il dibattito sul loro passato giudiziario e divide il pubblico.
La Ruota della Fortuna, partita da rifare: l’errore svelato da Scotti
Un controllo sul tabellone ha portato la produzione a invalidare la sfida precedente e a richiamare in studio due concorrenti già visti pochi giorni prima.
Brunori Sas, il ritorno ha due voci: date e brani del 2026
La tournée TuttoBrunori, Canzoni e Monologhi attraverserà l’Italia dal 2 ottobre al 25 novembre con successi, novità e spazio alla narrazione.