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Lifestyle 2 min di lettura29 set

Campidoglio, premio a Wanna Marchi e Nobile: perché infuria la rete

Il riconoscimento privato per i libri di Wanna Marchi e Stefania Nobile riaccende il dibattito sul loro passato giudiziario e divide il pubblico.

Il riconoscimento consegnato a Wanna Marchi e Stefania Nobile ha riacceso una discussione che il loro passato continua ad alimentare. Le due donne sono state premiate in una sala del Campidoglio, ma la scelta ha provocato numerose reazioni negative sui social. La cerimonia è avvenuta dopo il difficile periodo seguito all’incidente affrontato da Wanna Marchi, tornata così al centro dell’attenzione insieme alla figlia.


Due libri al centro della cerimonia

L’occasione era il Premio Internazionale per la Cultura, manifestazione rivolta a esponenti dell’arte e della cultura. A Stefania Nobile è stato attribuito il riconoscimento per il libro “Vendere… cara la pelle”, pubblicato nel 2026 e dedicato alla sua esperienza personale.

Wanna Marchi, invece, ha ricevuto il premio per “La verità è che io cucino così. Qui non si pesa niente: l’unica misura è l’amore”, raccolta di ricette uscita nello stesso anno. L’iniziativa ha quindi valorizzato il loro impegno nel campo editoriale, seppure con motivazioni differenti.


Il passato pesa ancora

La decisione ha però incontrato una forte opposizione in rete. Marchi e Nobile hanno alle spalle vicende giudiziarie legate alle attività svolte in passato e alle televendite finite al centro di accuse e condanne. Secondo quanto riportato, entrambe avrebbero intrapreso un percorso diverso, concentrandosi oggi sulla scrittura e su nuovi progetti.

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Per una parte del pubblico, tuttavia, quel passato non può essere separato dal presente. Tra i commenti comparsi su Facebook si legge: “Ecco il livello che abbiamo raggiunto in fatto di cultura in Italia”. Un altro utente ha scritto: “Che vergogna”, mentre qualcuno ha rivolto critiche anche alle istituzioni per aver dato loro spazio.


Nessuna onorificenza ufficiale

La polemica è stata alimentata anche dall’ambientazione della premiazione, avvenuta nella sala della Protomoteca. La cerimonia, però, si è svolta in forma privata e non ha ricevuto il patrocinio di Roma Capitale.

Questo elemento chiarisce la natura del riconoscimento: non si tratta di un’onorificenza attribuita ufficialmente dal Comune di Roma. La presenza in Campidoglio, comunque, è bastata a riaprire il confronto sull’opportunità di premiare due figure ancora fortemente associate alle loro precedenti vicende giudiziarie.

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