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Donne e uomini, chi parla davvero di più? Il mito dei 20 mila crolla

Un’ampia analisi ridimensiona la distanza tra i sessi e mostra che il divario emerge soprattutto nell’età adulta, mentre nel tempo tutti sembrano parlare meno.

Il luogo comune secondo cui le donne parlerebbero molto più degli uomini non trova una conferma così netta nei dati. Nel campione analizzato nel 2025, la media femminile è effettivamente più alta, ma la distanza cambia in base all’età ed è assai più ridotta rispetto alla celebre proporzione di 20 mila parole contro 7 mila, mai sostenuta da una solida verifica scientifica.


Il linguaggio quotidiano sta diminuendo

La ricerca ha individuato anche una tendenza distinta dal confronto tra uomini e donne: nel corso degli anni il numero medio di parole pronunciate ogni giorno sarebbe sceso da circa 16 mila a circa 13 mila. La contrazione stimata equivale a circa 300 parole in meno ogni anno.

Tra le possibili spiegazioni è stata indicata la crescente diffusione degli scambi digitali, ma gli stessi autori la presentano come un’ipotesi ancora da verificare. Un ulteriore lavoro pubblicato quest’anno sul calo delle conversazioni quotidiane conferma, almeno, l’interesse degli studiosi per questo fenomeno.


La differenza appare solo in alcune età

Il risultato più solido riguarda le persone tra i 25 e i 64 anni. In questa fascia le donne arrivano a una media di 21.845 parole al giorno, mentre gli uomini si fermano a 18.570: lo scarto è di 3.275 parole, abbastanza per essere considerato significativo, ma lontanissimo dalle cifre tramandate dallo stereotipo.

Negli adolescenti e nei giovani adulti la distanza risulta molto più contenuta. Tra gli adulti più anziani, invece, la stima tende persino a favorire gli uomini, senza però raggiungere una soglia statisticamente rilevante. Non emerge quindi una caratteristica femminile valida in ogni fase della vita.

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Cosa dicono davvero i numeri

L’analisi, pubblicata sul Journal of Personality and Social Psychology, ha riunito i dati relativi a 2.197 persone e 631.030 registrazioni. Il materiale proviene da 22 studi svolti in quattro Paesi e ha permesso di misurare il linguaggio usato nella vita di tutti i giorni, invece di affidarsi a impressioni o racconti ripetuti nel tempo.

Il motivo per cui la distanza risulta più visibile tra i 25 e i 64 anni non è ancora stato chiarito. La fase della vita potrebbe avere caratteristiche specifiche, ma la ricerca non dimostra che famiglia, figli, occupazione o ripartizione delle attività domestiche siano all’origine del divario: trasformare queste possibilità in una conclusione sarebbe dunque scorretto.

La risposta alla domanda su chi parli di più è perciò meno assoluta di quanto suggerisca il vecchio confronto tra 20 mila e 7 mila parole. Le donne risultano mediamente più loquaci nel gruppo complessivo, ma le differenze tra individui sono molto più ampie dello scarto medio tra i due sessi. Nessun conteggio quotidiano, in altre parole, può identificare automaticamente una persona come uomo o donna.

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