Deva Cassel, il debutto da protagonista e la lezione sull’amore
A Roma l’attrice presenta il suo primo film da protagonista, racconta il legame con Monica Bellucci e Vincent Cassel e parla del percorso verso l’indipendenza.
Per Deva Cassel l’amore non coincide soltanto con ciò che si riceve, ma soprattutto con la capacità di donarsi all’altro. È questo il principio che la giovane attrice, 22 anni, ha raccontato alla Festa del Cinema di Roma, dove ha presentato il suo primo ruolo da protagonista.
GioiaPura
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La lezione sull’amore di Deva
Nel film interpreta Anastasia, una ballerina al centro di L’amore immortale - Le Fantôme de l’Opéra, diretto da Alexandre Castagnetti. Il sentimento è il tema principale della storia e le domande sul set hanno portato Deva a riflettere anche sulla propria idea di relazione.
«Per me è un amore fatto di ascolto, di pazienza, qualcosa che possiamo portare avanti in modo incondizionato», ha spiegato. Poi ha richiamato gli insegnamenti ricevuti dai genitori: «Il vero regalo, in una relazione, come mi hanno sempre detto i miei genitori, non è essere amati, ma amare».
Un debutto costruito con impegno
Per prepararsi alla parte, Deva ha affrontato una sfida impegnativa: ha iniziato a studiare danza classica senza avere una preparazione precedente. Per tre mesi si è allenata dalle 9 alle 18, sei giorni alla settimana, con l’obiettivo di rendere credibile il personaggio di Anastasia.
La partecipazione al film rappresenta per lei un passaggio importante nel percorso professionale. «Questo film mi ha aperto delle porte giganti e magiche», ha detto, sottolineando il valore di un progetto che potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase della sua carriera. La pellicola sarà distribuita prossimamente nelle sale italiane da 01 Distribution, come esclusiva per l’Italia di Rai Cinema.
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Il cognome e una strada personale
Sul tappeto rosso romano, Deva ha mostrato di vivere con naturalezza l’attenzione legata alla sua famiglia. È figlia di Monica Bellucci e Vincent Cassel, ma ha ribadito l’intenzione di affermarsi attraverso scelte e obiettivi propri.
Parlando dei suggerimenti ricevuti dal padre, ha ricordato il suo invito a divertirsi e a rivolgersi a lui in caso di difficoltà. Della madre ha invece evidenziato la distinzione tra i loro percorsi: «Siamo due donne distinte, con le nostre identità e i nostri percorsi».
Il lavoro verso l’indipendenza
La costruzione di un’identità autonoma, ha ammesso, richiede costanza e determinazione. Deva ha spiegato di voler diventare più solida mentre cerca di conquistare la propria indipendenza, senza limitarsi a essere riconosciuta per il nome dei genitori.
Accanto alla recitazione, sta inoltre lavorando a un libro di memorie dedicato ai suoi primi vent’anni. La sua presenza alla Festa del Cinema di Roma è arrivata in una giornata particolarmente ricca, iniziata con il Premio alla Carriera consegnato da Paolo Sorrentino a Javier Bardem e proseguita, più tardi, con l’arrivo di Jenna Ortega.
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