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Lifestyle 3 min di lettura2 ore fa

Codice della strada, cosa cambia davvero: multe, patente e controlli

Il via libera del governo apre il percorso della riforma, ma per ora restano valide le norme attuali: ecco le modifiche previste per chi si muove sulle strade italiane.

Il cambiamento più importante, per gli automobilisti, non è ancora operativo: l’approvazione del Consiglio dei ministri del 13 ottobre 2026 rappresenta soltanto una tappa dell’iter legislativo. Prima di diventare applicabili, le nuove disposizioni dovranno essere completate e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale.

Fino a quel momento continueranno quindi a valere le regole attuali, comprese quelle relative alle multe, ai documenti da esibire durante i controlli e alle verifiche effettuate sulla strada. La riforma prepara però una revisione ampia, che riguarda velocità, strumenti digitali, infrazioni gravi e mobilità urbana.

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Multe più graduali, ma senza sconti sulla velocità

Il sistema pensato per le violazioni dei limiti dovrebbe abbandonare gli attuali scaglioni fissi. L’importo aumenterebbe in relazione a ogni chilometro orario percorso oltre la soglia consentita: la maggiorazione prevista è di 10 euro per chilometro, ridotta a 5 euro nelle strade urbane con limite fissato a 30 o 50 chilometri orari.

L’obiettivo indicato è rendere la sanzione più proporzionata quando lo sforamento è contenuto, conservando invece un effetto deterrente per le condotte più rischiose. Il testo prevede anche lo stop all’adeguamento automatico degli importi all’inflazione, che finora scattava ogni due anni, e una forte riduzione delle categorie di sanzione: da 82 a 21.


Documenti e notifiche passano al digitale

Tra le novità destinate a incidere sulla quotidianità c’è la possibilità di non avere necessariamente a bordo patente e carta di circolazione in formato cartaceo. In caso di controllo, le forze dell’ordine potranno consultare direttamente le banche dati per verificare validità e informazioni associate al conducente e al veicolo.

Anche la comunicazione delle multe dovrebbe diventare elettronica, tramite la piattaforma pubblica per le notifiche digitali. I tempi indicati per la ricezione dei verbali scendono a 45 giorni. Inoltre, prima di avviare procedure esecutive o pignoramenti per un mancato pagamento, gli enti dovranno inviare un avviso di sollecito, così da permettere all’interessato di controllare la propria posizione.


Sanzioni dure per le condotte più gravi

La stretta riguarda soprattutto chi guida dopo aver assunto alcol o droghe, chi circola senza assicurazione e chi si mette al volante senza patente. Per queste situazioni sono previste conseguenze più severe, fino al divieto permanente di guidare.

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Sul funzionamento dell’etilometro viene introdotta una precisazione favorevole al conducente. Se le diverse misurazioni effettuate durante il controllo dovessero restituire risultati non coincidenti, verrebbe considerato il dato più vantaggioso per la persona sottoposta all’accertamento.

Sono state invece accantonate alcune ipotesi discusse nei mesi estivi, tra cui la patente a 17 anni e la possibilità di effettuare sorpassi a destra in autostrada. La riforma comprende inoltre disposizioni dedicate ai neopatentati e misure riferite alle persone con disabilità, senza che nel testo fornito siano dettagliati i singoli interventi.


Monopattini e moto, nuove regole urbane

Per i monopattini elettrici vengono fissati limiti più precisi sulla sosta. Non potranno essere lasciati in punti che ostacolano il passaggio dei pedoni e i Comuni dovranno individuare spazi appositi, delimitati anche attraverso rastrelliere fisse.

Per i motociclisti viene confermata la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza in autostrada quando si verificano rallentamenti o incidenti. Gli automobilisti, in queste circostanze, dovranno favorire il passaggio delle moto creando una corsia di cortesia.

Le nuove norme, quindi, non modificano subito la condotta richiesta a chi guida: il quadro attuale resta in vigore fino alla conclusione del procedimento legislativo e alla pubblicazione ufficiale del provvedimento.

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