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Clownesse, il libro che riscopre le comiche dimenticate

Veronica Del Vecchio ricostruisce la presenza femminile nella comicità, dai circhi dell’Ottocento alle artiste contemporanee

Il libro di Veronica Del Vecchio riporta alla luce la storia delle donne clown, spesso cancellate dalla memoria dello spettacolo. Clownesse. Storia delle clown dall’Ottocento a oggi è pubblicato da Odoya e raccoglie fotografie, manifesti e vicende di artiste rimaste a lungo nell’ombra.

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Una comicità oltre i pregiudizi

La capacità di suscitare il riso è stata considerata per molto tempo una prerogativa maschile. Serena Dandini, presentando il volume, ricorda invece come le donne abbiano sempre saputo usare l’ironia, anche quando non potevano esibirsi davanti a un pubblico o accedere ai palcoscenici.

Virginia Woolf aveva difeso questa attitudine già in un breve scritto dedicato all’umorismo: «Non c’è niente, in verità, tanto difficile quanto ridere e far ridere, ma non esiste qualità che valga di più». Secondo la scrittrice, la presunta superiorità maschile poteva trasformarsi in seriosità eccessiva, rendendo più difficile riconoscere il valore del comico al femminile.


Le artiste nei circhi

Del Vecchio, drammaturga, attrice e clown, ha ricostruito un percorso che parte dall’Ottocento e attraversa oltre un secolo di spettacolo. Tra le figure raccontate c’è Miss Loulou, che nei circhi parigini dei primi anni del Novecento lavorava insieme al marito Atoff e interpretava il clown bianco.

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Un altro nome è quello di Lulu Craston Adams, artista britannica attiva nei principali circhi del Regno Unito e degli Stati Uniti. Nei manifesti veniva annunciata come «l’unica clown donna al mondo», una definizione che testimonia quanto fosse ancora eccezionale la presenza femminile in quel settore.


Una storia che arriva a oggi

Il volume segue una genealogia di clownesse attraverso immagini e materiali di scena, mostrando quanto fosse più ampia di quanto generalmente ricordato la partecipazione delle donne alla clownerie.

La ricerca arriva fino al presente, quando le artiste con il naso rosso sono diventate più numerose e visibili. Il libro consigliato da Serena Dandini restituisce così spazio a interpreti che hanno lavorato davanti a platee entusiaste, ma sono state spesso escluse dai racconti ufficiali dello spettacolo.

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