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Lifestyle 2 min di lettura29 set

Cipria, la svolta anti-rughe: come scegliere quella giusta

Le formule di nuova generazione fissano il trucco, controllano la lucidità e aiutano a mantenere la pelle uniforme, senza appesantirla.

Per le pelli segnate da imperfezioni o acne, la scelta dovrebbe orientarsi verso ciprie non comedogeniche, meglio ancora se minerali oppure arricchite con sostanze lenitive. Ossido di zinco e argilla bianca aiutano a contenere la lucidità e a rendere più regolare l’aspetto della superficie cutanea, senza trasformare il prodotto in una maschera.

Anche la pelle matura richiede attenzione: una polvere troppo asciutta può fermarsi nelle rughe e renderle più evidenti. Servono quindi texture finissime, ingredienti idratanti e particelle capaci di riflettere la luce, così da attenuare otticamente le zone d’ombra e conservare un aspetto fresco.


La formula cambia con la pelle

«Per il viso maturo, l’idratazione viene prima di tutto: una cipria sottile, con attivi anti-età e componenti riflettenti, aiuta a evitare l’accumulo nelle linee d’espressione», spiega Giada Venturotti, truccatrice e formatrice di Accademia QStudio Makeup-RP. La quantità resta decisiva: anche il prodotto più adatto può appesantire il risultato se viene steso in eccesso.

Su una pelle giovane, invece, la priorità è spesso contenere gli improvvisi eccessi di sebo. In questo caso funzionano meglio le polveri leggere e trasparenti, capaci di prolungare la durata del trucco senza togliere al viso la sua naturale vitalità.


Dalla polvere opaca all’effetto pelle

Le ciprie contemporanee non si basano più soltanto sul talco. Nelle formulazioni trovano spazio acido ialuronico micronizzato, silice sferica ed estratti vegetali: combinati in modo diverso, questi componenti possono contribuire a trattenere l’acqua e a rendere meno secca la sensazione sul viso.

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Le versioni riequilibranti assorbono invece la brillantezza nella zona T, lasciando intatta la luminosità delle altre aree. Il risultato è una pelle dall’aspetto più uniforme: i pori sembrano meno visibili, le discromie più attenuate e la grana otticamente levigata.


Il gesto decide il risultato

La finitura dipende anche dall’accessorio utilizzato. Un pennello grande e morbido distribuisce una quantità minima di polvere e crea un velo trasparente, adatto a chi vuole semplicemente fissare il trucco mantenendo un aspetto luminoso e naturale.

Il piumino in velluto consente una pressione più precisa, soprattutto sotto gli occhi e sulle zone dove correttore e fondotinta tendono a muoversi. Picchiettato con delicatezza, offre una maggiore tenuta e un’opacità localizzata, mentre la spugnetta appena umida fonde la polvere con la base cremosa.

Quest’ultima tecnica è utile nei punti in cui il prodotto rischia di accumularsi: la polvere viene fatta aderire con piccoli tocchi, invece di essere trascinata. In questo modo il finish appare più levigato e diminuisce la possibilità che la cipria si depositi nelle linee del volto.

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