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Lifestyle 2 min di lettura3 giorni fa

Carmen Maura sfida l’età: perché “Calle Malaga” fa discutere

Mayam Touzani affida a Carmen Maura il ruolo di una donna alle prese con libertà, famiglia e pregiudizi in una commedia drammatica presentata a Venezia.

C’è un elemento che rende “Calle Malaga” insolito già sulla carta: al centro del film c’è Carmen Maura, interprete di oltre settant’anni e figura storica del cinema. A dirigerla è Mayam Touzani, in un’opera ambientata in Marocco che sceglie di parlare di autonomia e rapporti familiari senza trasformare il racconto in una semplice dichiarazione di principio.


Una protagonista fuori dagli schemi

Maura veste i panni di una donna che abita nella calle evocata dal titolo, in una città marocchina. La sua età e il suo prestigio professionale non vengono però usati come il vero argomento del film: sono piuttosto il punto di partenza per raccontare una persona, con desideri e contraddizioni, sottraendola alle immagini convenzionali della vecchiaia.

La presenza dell’attrice produce anche un effetto visivo e narrativo particolare. Il film la presenta come una donna ancora capace di esprimere vitalità e libertà, mentre il personaggio della figlia, tornata dall’Europa portando con sé difficoltà e atteggiamenti egoistici, introduce il conflitto più interessante della storia.


Famiglia, libertà e pregiudizi

Il rapporto tra madre e figlia permette a “Calle Malaga” di interrogarsi sul modo in cui le donne vengono osservate e giudicate. L’opera può essere letta in chiave femminile, femminista e contraria ai pregiudizi legati all’età, ma la sua efficacia non dipende dall’appartenenza a una categoria: emerge soprattutto dalle situazioni e dai personaggi.

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La lezione riguarda anche la possibilità di non ridurre una donna anziana al ruolo familiare o alla fragilità. Carmen Maura restituisce al personaggio una presenza piena, mentre Marta Etura completa il nucleo principale del cast; con loro recitano Ahmend Boulane e Alfonsa Rosso.


Il passaggio dalla Mostra al pubblico

Presentato alla Mostra del cinema nel 2025, il film si inserisce in una stagione nella quale il palmarès ha dato spazio a storie e prospettive capaci di ampliare la rappresentazione sullo schermo. Nel riferimento al premio del pubblico, assegnato quest’anno a “I matter” di Alina Șerban, si trova un’ulteriore conferma dell’attenzione verso questo tipo di cinema.

La pellicola è una commedia drammatica valutata con tre stelle su quattro. Il risultato poggia soprattutto sul volto di Maura e sul confronto con la figlia: due generazioni, due esperienze lontane e un rapporto che diventa il centro della riflessione sul diritto di scegliere la propria vita.

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