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Lifestyle 3 min di lettura1 ora fa

Carla Lonzi, la voce ritrovata: il film intimo di Archibugi

Un documentario costruito con immagini e registrazioni inedite riporta al presente la pensatrice femminista, tra vicenda privata, ricerca e parole ancora scomode.

Un viaggio negli Stati Uniti, la notizia dell’assassinio di Martin Luther King e una visita medica apparentemente ordinaria diventano, nel racconto di Carla Lonzi, passaggi di una vicenda destinata a cambiare la sua esistenza. È da questa dimensione personale, oltre che dalla figura pubblica della teorica femminista, che Francesca Archibugi costruisce il documentario “Carla Lonzi – Dentro e fuori dal mondo”.

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Una voce privata senza filtri

In un estratto del film, Lonzi ricorda il viaggio in Louisiana e Texas compiuto insieme a Pietro Consagra. A San Antonio apprende dell’uccisione di Martin Luther King mentre le forze dell’ordine controllano i tetti degli edifici; durante il rientro, a Minneapolis, entra in ospedale per un controllo.

Quella che presenta come una tappa quasi casuale si trasforma nella scoperta di un tumore. «Vado all’ambulatorio dell’ospedale per togliere un nodulo, ma il medico di guardia fu scandalizzato, per la mia leggerezza. Perché avevo un cancro», racconta Lonzi nella registrazione utilizzata da Archibugi. La sua voce arriva così direttamente allo spettatore, senza il filtro di una ricostruzione esterna.

La regista aveva conosciuto Lonzi anche sul piano familiare: prima ancora di diventare sua nuora, aveva avuto modo di frequentarla; in seguito ha sposato Battista Lena, figlio della pensatrice e autore delle musiche del documentario. Da questa vicinanza nasce un ritratto partecipe, ma concentrato sulle molte sfaccettature di una personalità affascinante e non priva di contraddizioni.


Il pensiero che torna nel presente

Dopo l’accoglienza ricevuta alla Mostra del Cinema di Venezia, il documentario viene presentato a Torino dalla stessa Archibugi, nell’ambito dell’anteprima del festival Woman and the City, in programma dal 6 al 18 novembre. L’appuntamento torinese è fissato per stasera; domani, 21 ottobre, il film sarà proposto anche al cinema Anteo di Milano, prima dell’arrivo nelle sale il 26, 27 e 28 ottobre.

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Negli ultimi anni Carla Lonzi è stata al centro di una nuova attenzione internazionale, particolarmente forte negli Stati Uniti. In Italia, il ritorno dei suoi libri in libreria è stato sostenuto dalla collana La Tartaruga di La nave di Teseo, curata da Claudia Durastanti.


Dalla critica all’autocoscienza

Lonzi fu tra le più autorevoli critiche d’arte della sua generazione, ma lasciò progressivamente quel campo e le istituzioni culturali per dedicarsi alla riflessione femminista. Con Carla Accardi ed Elvira Banotti fondò Rivolta Femminile, movimento che mise al centro l’autocoscienza, l’autonomia e la necessità per le donne di partire dalla propria esperienza.

In “Sputiamo su Hegel”, il suo testo più noto e volutamente provocatorio, contestò una tradizione filosofica e politica costruita senza la partecipazione delle donne. Alla prospettiva di un’emancipazione modellata sui criteri maschili contrappose il femminismo della differenza, aprendo una discussione su lavoro, maternità, sessualità, rapporti personali e riconoscimento sociale.

La sua influenza continua a emergere anche nella cultura popolare: ne “L’amica geniale”, Lenù si confronta con le sue idee e si domanda: «Come fa una donna a pensare così?». È una domanda che riassume la forza destabilizzante di Lonzi e spiega perché il film di Archibugi non si limiti a celebrarne la memoria, ma riporti al centro questioni ancora aperte.

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