Candela e Pacifico: il metodo per ritrovare radici e direzione
Dal campo da calcio alla campagna romana, Vincent Candela e Mara Pacifico raccontano un percorso di consapevolezza fondato su identità, lentezza e crescita personale.
Il Metodo Alberologico non indica un traguardo definitivo, ma un cammino che torna ciclicamente sugli stessi passaggi, ogni volta con maggiore profondità. Secondo Mara Pacifico, quando una persona impara a riconoscere la propria natura, la sua presenza diventa una risorsa anche per figli, partner e colleghi: le radici si rafforzano, il tronco cresce e i frutti possono essere condivisi.
La coerenza viene prima del ruolo
Questa visione si riflette anche nell’idea di “Leader Ispirato”, figura descritta nel libro come alternativa al modello tradizionale. Il leader classico parte da tecniche e comportamenti da applicare per raggiungere un risultato; quello ispirato, invece, agisce a partire dalla conoscenza di sé e non deve costruirsi una maschera.
Pacifico associa questo atteggiamento a Vincent Candela, che a suo giudizio comunica una particolare continuità tra ciò che è e ciò che fa. Il suo modo di stare in relazione, spiega la coach, non nasce dalla recita di un ruolo, ma da una consapevolezza personale maturata nel tempo.
Conoscersi cambia anche i rapporti
Il passaggio più delicato, per molte persone, consiste nel concedersi una pausa e affrontare la domanda “Chi sono?”. Pacifico sostiene che questa ricerca aiuti a distinguere ciò che è davvero in sintonia con la propria identità e renda più semplice rifiutare situazioni non coerenti con i propri bisogni.
Nel percorso proposto, l’allineamento interiore non coincide con l’ottenimento immediato di risultati. Anche quando il raccolto tarda, la persona può leggere quel periodo come parte di un processo già avviato, legato alle scelte e alle esperienze precedenti.
La mappa nasce dagli alberi
Il metodo è stato sviluppato da Mara Pacifico dopo 24 anni vissuti in campagna, appena fuori Roma. L’osservazione della stabilità degli alberi, delle potature e dei loro cicli l’ha portata a disegnare una rappresentazione del funzionamento umano, nella quale radicamento e fioritura non sono fasi indipendenti, ma momenti di uno stesso movimento.
A questa intuizione si è aggiunta l’osservazione del marito dentro e fuori dal calcio. Pacifico ha analizzato il modo in cui Candela affrontava le partite e rileggeva le proprie decisioni; dalle conversazioni tra i due è nata l’idea di unire la sua elaborazione teorica all’esperienza concreta dell’ex calciatore, campione del mondo con la Francia e poi titolare della Roma. Il risultato è il libro “Il Metodo Vincent(e)” (Ribalta Edizioni), scritto insieme.
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Cinque tappe per orientarsi
Il Metodo Alberologico viene presentato come uno strumento di consapevolezza applicata. La sua “Mappa Alberologica” aiuta a osservare il punto di partenza, a chiarire la direzione desiderata e a riconoscere le risorse ancora inutilizzate.
Il percorso comprende Terreno, Seme, Radicamento, Fioritura e Raccolto. Pacifico lo utilizza negli incontri individuali e nei seminari, accompagnando le persone secondo tempi graduali; una volta acquisita la mappa, ciascuno può servirsene in autonomia per lavorare sul proprio potenziale.
Rallentare per non perdersi
La coach contrappone alla pressione contemporanea una sequenza diversa da quella fondata sulla prestazione: prima l’Essere, poi il Fare e soltanto dopo l’Avere. Comprendere questo ordine, sostiene, permette di ridurre la velocità automatica con cui spesso vengono prese decisioni e affrontati gli impegni.
Il radicamento richiede tempo, proprio come le radici che devono crescere e ricevere linfa. Pacifico invita quindi a recuperare anche brevi momenti di silenzio e attenzione, perché la spinta verso la realizzazione, nella sua prospettiva, diventa più solida quando è preceduta da una fase lenta.
Anche il terreno può cambiare
Nel metodo, il Terreno comprende le origini ma anche le piccole decisioni quotidiane e l’ambiente, interno ed esterno, nel quale una persona vive. Se il contesto lavorativo non può essere modificato nell’immediato, si può intervenire su dettagli accessibili: rendere più accogliente lo spazio, ascoltare musica che favorisca il benessere o migliorare il dialogo con i colleghi.
Pacifico precisa inoltre che gli individui non vanno rinchiusi in categorie, ma riconosciuti nella loro singolarità. Per descrivere Candela sceglie l’immagine di un ulivo secolare, segnato dai nodi e ancora generoso di frutti; per sé preferisce la quercia, stabile e capace di piegarsi alle raffiche senza spezzarsi.
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